Nel recente lavoro1 oltre 1200 pazienti ambulatoriali anticoagulati cronicamente con warfarin (Coumadin) sono stati esaminati per la loro abituale attività fisica.

Più della metà dei pazienti (53,7%) svolgeva una regolare attività fisica (valutata come almeno 30 minuti di attività fisica giornaliera per almeno 3 volte la settimana). Questi necessitavano di una dose di warfarin significativamente maggiore rispetto ai pazienti “non-attivi” fisicamente (p=0,006). Inoltre i pazienti “attivi” erano soggetti a una significativa minor incidenza di emorragie (p=0,0004), con una riduzione del 38% del rischio di emorragie rispetto ai “non-attivi”. In conclusione, una regolare attività fisica contribuisce ad un migliore trattamento anticoagulante con AVK e riduce il rischio emorragico. Questi risultati ci portano a segnalare un aspetto potenzialmente di rilievo nel trattamento di pazienti anticoagulati con AVK, in quanto improvvise variazioni dell’attività fisica abituale possono associarsi a variazioni delle necessarie dosi del farmaco e a conseguente instabilità dell’INR. È da raccomandare quindi un’attività fisica regolare e costante, evitando improvvise variazioni.

Bibliografia
Shendre et al., Influence of regular physical activity on warfarin dose and risk of haemorrhagic complications. Pharmacotherapy 2014; 34: 545.