• All’ESC 2019 carrellata di linee guida
    Al Congresso Europeo di Cardiologia di Parigi sono state presentate le raccomandazioni per patologie come diabete e malattie cardiovascolari, sindromi coronariche croniche, dislipidemie, embolia polmonare acuta e tachicardia sopraventricolare...
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  • Dapagliflozin, dal diabete allo scompenso cardiaco
    La molecola, finora valida terapia anti-diabete, ha mostrato risultati importanti anche nel trattamento dello scompenso cardiaco nelle persone senza la malattia cronica. I risultati dello studio DEPA-HF sono stati presentati al Congresso Europeo di Cardiologia di Parigi.
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Lo sport logora chi non lo fa

Sembra essere questo il messaggio “pop” che emerge da uno studio coreano presentato all’ESC di Parigi: a godere dei maggiori benefici derivanti dall’attività fisica sarebbero le persone con problemi cardiovascolari, per le quali muoversi ridurrebbe il rischio di morte di una percentuale superiore a quella registrata nelle persone sane.

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Prima di chiudere i Centri TAO, che gli amministratori facciano bene i conti

Gli amministratori regionali della Sanità capiranno mai che una buona qualità di conduzione della terapia anticoagulante è fondamentale per la salute dei pazienti, ma anche per i costi della sanità?

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Più NAO, meno ictus ischemici

Uno studio italiano presentato all’ESC di Parigi ha evidenziato una riduzione delle ospedalizzazioni legate a stroke ischemici in pazienti con fibrillazione atriale in concomitanza con l’aumento dell’uso di anticoagulanti (in particolare i diretti) nel trattamento di questa popolazione.

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Influenza del sesso e dell’età sul rischio di stroke in soggetti con fibrillazione atriale

Da quando abbiamo a disposizione il CHA2DS2-VASC score per la stratificazione del rischio di stroke in soggetti fibrillanti, ci comportiamo in accordo con le linee guida, che assegnano concordemente un rischio elevato ai maschi con score di almeno 2 ed alle femmine con score di almeno 3, mentre discordano sull’interpretazione da dare ad uno score 1 nei maschi e 2 nelle femmine...

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Matteo Iotti

Medicina Cardiovascolare, Ospedale di Reggio Emilia

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Giuseppe Modugno

Cardiologia, Ospedale Vittorio Emanuele II, Bisceglie (BT)

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Il lavoro, presentato all’ESC di Parigi, chiude i trial che hanno confrontato i quattro anticoagulanti diretti con la terapia a base di AVK e acido acetilsalicilico. La combinazione ha dimostrato una riduzione dei sanguinamenti in pazienti con FA sottoposti con successo a intervento coronarico percutaneo con impianto di stent.

È quanto emerso da uno studio polacco che sarà presentato al Congresso annuale di cardiologia al via a Parigi a fine agosto. Bassa qualità dell’aria e stagione invernale fanno aumentare gli interventi coronarici percutanei. Inoltre, chi abita in località con poco inquinamento, è più sensibile agli aumenti.

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