Aumento dei pazienti e contrazione dei Centri specialistici in grado di seguire le persone in terapia anticoagulante, ma anche volontà di rispondere alle sfide di un sistema sanitario che cambia formalizzando il modello di stewardiship come standard organizzativo, mirato anche ad implementare il dialogo con il territorio. Gli esperti a confronto a Bologna in occasione del 37° Congresso della Federazione dei Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche (FCSA) hanno delineato linee di intervento per poter garantire il mantenimento dell'elevata qualità assistenziale offerta dai Centri Emostasi e Trombosi.

Il contesto attuale: pressione clinica crescente, rete in contrazione

In Italia sono oltre due milioni le persone in terapia anticoagulante cronica, con farmaci antivitamina K (AVK) o anticoagulanti orali diretti (DOAC), in costante crescita, secondo i rapporti OSMED 2024 e 2025. Il progressivo invecchiamento della popolazione rende questa pressione strutturale e crescente: le proiezioni Istat stimano che nel 2050 gli ultra65enni saranno il 34,9% della popolazione, contro il 23,5% attuale.

A fronte di questa domanda in aumento, la rete dei Centri mostra segnali di contrazione. Nel dibattito scientifico più recente è stato osservato come la rete dei Centri Emostasi e Trombosi, pur restando “una realtà italiana virtuosa”, si stia progressivamente indebolendo per la chiusura o il ridimensionamento di numerosi Centri, oltre che per la carenza di nuovi specialisti a fronte dei pensionamenti. Recentemente il dialogo tra la società scientifica SISET (Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi) e le istituzioni ha avviato un percorso che auspicabilmente porterà al cruciale riconoscimento delle figure professionali di medici esperti in Emostasi e Trombosi, ad oggi mancante.

Anche il confronto tra istituzioni, società scientifiche e associazioni pazienti promosso da Fondazione Arianna ha messo in evidenza la stessa tendenza: meno Centri, a fronte di un territorio che non è ancora in grado di assorbirne il carico.

La riforma della sanità territoriale: stato di attuazione del PNRR

Il DM 77/2022 e gli investimenti PNRR ad esso collegati puntano a costruire una rete di prossimità — Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali — capace di assorbire la gestione della cronicità a bassa complessità, riducendo il ricorso improprio a pronto soccorso e ricoveri.

Lo stato di avanzamento reale è però molto indietro rispetto ai target originari. I target europei sono già stati ridimensionati più volte (da 1.715 a circa 1.038 Case della Comunità entro giugno 2026). Analisi indipendenti basate su dati Agenas indicano che nel 2025 era attivo solo il 38% delle Case della Comunità previste, e che quelle pienamente operative con personale medico e infermieristico stabile erano meno del 3% del totale, con importanti divari territoriali (Mezzogiorno e Trentino-Alto Adige indietro). Anche fonti sindacali confermano il quadro: a fine 2025, su 1.715 strutture programmate, solo 66 risultavano attive con tutti i servizi obbligatori .

Questo scarto tra pianificazione e realizzazione è l’elemento di maggiore incertezza: se il divario si colmasse, il territorio potrebbe assorbire la gestione di routine dei pazienti stabili; se restasse ampio, il carico resterebbe sui Centri esistenti, già in contrazione.

 Verso l’anticoagulation stewardship come modello organizzativo

In questo contesto sta guadagnando peso, a livello sia italiano sia internazionale, il concetto di “anticoagulation stewardship“: un modello in cui i Centri esperti non seguono più capillarmente ogni paziente, ma assumono un ruolo di governance, supervisione dei casi complessi, formazione dei medici di medicina generale e degli altri specialisti, e definizione di percorsi condivisi. Il tema è stato al centro di recenti incontri scientifici, con un ruolo di primo piano della presidenza FCSA.

Questo modello si integra naturalmente con l’infrastruttura digitale che FCSA sta già costruendo: la rete dei Centri è in parte connessa tramite strumenti digitali di condivisione tra professionisti, utilizzati da centinaia di clinici per il confronto su casi complessi e per orientare la ricerca, oltre a un consolidato percorso di accreditamento professionale dei Centri avviato dal 2015 e validato dal 2021 da un organismo esterno indipendente .

Alcuni modelli organizzativi che hanno implementato reti di telemedicina sono presenti da tempo sul territorio nazionale, come ad esempio a Cremona e Lecco. Specialisti afferenti ai Centri FCSA iniziano ad essere presenti in alcune Case della Comunità ma l’assenza fino ad oggi di una regolamentazione, associata al mancato riconoscimento delle figure di Specialisti in Emostasi e Trombosi, causa una significativa differenza nella risposta alle esigenze sanitarie dei pazienti sul territorio nazionale.

Prospettive

Sulla base della situazione attuale ci si può aspettare che nei prossimi dieci anni i Centri Emostasi e Trombosi saranno in numero minore ma stabilmente accreditati e con funzione di riferimento sovra-aziendale (hub) piuttosto che diffusa sul territorio. Se e quando la riforma raggiungerà una copertura reale e omogenea, la gestione di routine dei pazienti stabili (follow-up, aderenza, controlli periodici) potrà essere progressivamente assorbita dalla medicina territoriale (Case della Comunità e medicina generale) con monitoraggio a distanza e telemedicina per una quota crescente di pazienti in DOAC clinicamente stabili.

Fondamentale per il mantenimento di elevati livelli assistenziali sarà il ruolo dei Centri storici che potranno avere, , tramite il collegamento diretto con la medicina territoriale, la funzione di stewardship, consulenza per pazienti complessi (insufficienza renale cronica, pazienti oncologici, pediatrici, gravidanza), formazione dei colleghi del territorio e ricerca clinica.

Il rischio principale, già segnalato nel dibattito FCSA, è che la contrazione della rete avvenga per erosione — chiusure e pensionamenti non sostituiti — più rapidamente di quanto il territorio riesca a costruire capacità di assorbimento. In questo caso lo scenario 2036 rischia di essere non una transizione ordinata verso un modello hub-spoke, ma un vuoto assistenziale in alcune aree del Paese.

Il programma di FCSA per un’azione mirata al mantenimento di elevati standard assistenziali

In questo contesto FCSA si propone di rafforzare la base conoscitiva sulla situazione dei Centri Emostasi e Trombosi al fine di definire linee programmatiche di intervento: mappare la distribuzione attuale dei Centri accreditati FCSA e monitorare l’evoluzione demografica dei professionisti dei Centri (età media, ricambio generazionale) per individuare le aree a maggior rischio di vuoto assistenziale nei prossimi 10 anni; definire criteri minimi di integrazione tra Centri e Case della Comunità (flussi informativi, percorsi di invio e ritorno, formazione condivisa) e formalizzare il modello di stewardship come standard organizzativo sono i provvedimenti chiave che FCSA intende mettere in atto affinché i pazienti in terapia anticoagulante possano mantenere i più elevati livelli assistenziali nonostante i cambiamenti in atto nel panorama sanitario italiano.

 

A cura di Sophie Testa, vice-presidente FCSA, Direttivo Fondazione Arianna Anticoagulazione

 

Riferimenti:

[1] AIFA Rapporto OsMED 2024 sull’uso dei farmaci in Italia Rapporto OsMed 2024 sull’uso dei farmaci in Italia

[2] ] AIFA Rapporto OsMED 2025 sull’uso dei farmaci in Italia notizia | Agenzia Italiana del Farmaco

[4] Aggiornamenti in emostasi e trombosi — Cremona, 27 marzo, anticoagulazione.it (2026). https://anticoagulazione.it/aggiornamenti-in-emostasi-e-trombosi-cremona-27-marzo/

[5] Pazienti anticoagulati: meno Centri e più territorio (che non c’è), anticoagulazione.it. https://anticoagulazione.it/pazienti-anticoagulati-meno-centri-e-piu-territorio-che-non-ce/

[6] Sanità, corsa contro il tempo per il Pnrr: a che punto sono Case e Ospedali di Comunità, TgCom24 (2026). https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/sanita-pnrr-case-di-comunita-ospedali-di-comunita_111763563-202602k.shtml

[7] Il Governo riorganizza la sanità: di male in peggio, Volerelaluna (marzo 2026). https://volerelaluna.it/societa/2026/03/16/il-governo-riorganizza-la-sanita-di-male-in-peggio/

[8] Come il Pnrr interverrà sulla sanità territoriale italiana, Openpolis. https://www.openpolis.it/esercizi/come-il-pnrr-interverra-sulla-sanita-territoriale-italiana/

[9] Chi Siamo, Centri FCSA. https://centrifcsa.it/ChiSiamo/Index

[10] La rete dei Centri italiani per la diagnosi della trombosi e la sorveglianza delle terapie antitrombotiche, anticoagulazione.it. https://anticoagulazione.it/?p=5438

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