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Riservato ai PROFESSIONISTI

Come cambia il beneficio clinico netto nel corso di un trattamento anticoagulante?

Di | 17 Marzo 2026 | 0
Ultima modifica: 29 Aprile 2026

Proseguire la terapia anticoagulante a lungo termine dopo un episodio di tromboembolismo venoso: più rischi o benefici? Ne ha parlato il prof. Claudio Cimminiello al 9° Convegno di Fondazione Arianna Anticoagulazione mettendo in evidenza l'impatto degli eventi emorragici maggiori, che presentano un case fatality rate almeno doppio rispetto a quello degli eventi tromboembolici.

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Vasculiti e trombosi: un problema poco conosciuto

Di | 21 Giugno 2025 | 0
Ultima modifica: 30 Giugno 2025

La trombosi, sia arteriosa che venosa, rappresenta una complicanza frequente e spesso sottovalutata nelle vasculiti sistemiche, arrivando a caratterizzare il decorso di alcune patologie come la malattia di Behçet, dove un evento vascolare può verificarsi nel 40% dei casi. Recenti studi hanno documentato l’elevato rischio di aterosclerosi accelerata in condizioni come l’arterite a cellule giganti, la malattia di Takayasu e la panarterite nodosa, evidenziando il ruolo dell’infiammazione cronica sistemica nella progressione dell’aterosclerosi. Se ne è parlato al recente 6° Congresso Europeo sulle Vasculiti.

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Come affrontare e cosa aspettarsi da una gravidanza a rischio di recidiva di tromboembolica

Di | 28 Maggio 2025 | 1
Ultima modifica: 29 Maggio 2025

La gravidanza rappresenta una condizione fisiologica associata a un aumentato rischio di malattia tromboembolica venosa. Questo rischio può arrivare ad essere fino a 4-5 volte superiore rispetto al rischio presente nella popolazione femminile in età fertile, ed è più elevato nel periodo immediatamente successivo al parto. Alcune condizioni, come un pregresso episodio di tromboembolismo venoso (TEV), identificano le donne cui prestare maggiore attenzione con la possibile necessità di una profilassi farmacologica antitrombotica mirata.

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Livelli plasmatici di DOAC in pazienti in terapia con dosi ridotte: cosa dice lo studio MAS

Di | 12 Settembre 2024 | 1
Ultima modifica: 10 Gennaio 2025

Una sub analisi dello studio MAS, appena pubblicata sull’International Journal of Cardiology, ha evidenziato come dosi ridotte di anticoagulanti orali diretti (DOAC) non siano sufficienti ad evitare livelli plasmatici di farmaco eccessivamente elevati o ridotti. Nello studio, i pazienti con fibrillazione atriale non valvolare in terapia con dosi ridotte hanno avuto la maggiore incidenza di eventi emorragici o trombotici (1).

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