Omocisteina e trombosi
Di Stefania Cavazza | 2 Giugno 2026 | 0
Ultima modifica: 4 Giugno 2026
La trombosi venosa o l’embolia polmonare “non provocata”, in particolare nel bambino e nel giovane adulto, possono essere il primo segno di una patologia congenita rara, l’omocistinuria, caratterizzata da livelli di omocisteina nel sangue molto elevati (circa 10 volte il valore normale). La patologia è trattabile con restrizioni dietetiche ed integrazioni vitaminiche mirate. Livelli di omocisteinemia compatibili con una diagnosi di omocistinuria sono stati riscontrati in circa una persona su 500 con trombosi sottoposta a screening per la trombofilia in Italia (1). Tuttavia, le linee guida internazionali non includono l’omocisteinemia nell’ambito dei test raccomandati per la ricerca delle alterazioni trombofiliche nella popolazione generale (2). Vediamo perché e in quali casi (selezionati) può invece essere utile.
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Come cambia il beneficio clinico netto nel corso di un trattamento anticoagulante?
Di Claudio Cimminiello | 17 Marzo 2026 | 0
Ultima modifica: 29 Aprile 2026
Proseguire la terapia anticoagulante a lungo termine dopo un episodio di tromboembolismo venoso: più rischi o benefici? Ne ha parlato il prof. Claudio Cimminiello al 9° Convegno di Fondazione Arianna Anticoagulazione mettendo in evidenza l'impatto degli eventi emorragici maggiori, che presentano un case fatality rate almeno doppio rispetto a quello degli eventi tromboembolici.
Vasculiti e trombosi: un problema poco conosciuto
Di Domenico Prisco | 21 Giugno 2025 | 0
Ultima modifica: 30 Giugno 2025
La trombosi, sia arteriosa che venosa, rappresenta una complicanza frequente e spesso sottovalutata nelle vasculiti sistemiche, arrivando a caratterizzare il decorso di alcune patologie come la malattia di Behçet, dove un evento vascolare può verificarsi nel 40% dei casi. Recenti studi hanno documentato l’elevato rischio di aterosclerosi accelerata in condizioni come l’arterite a cellule giganti, la malattia di Takayasu e la panarterite nodosa, evidenziando il ruolo dell’infiammazione cronica sistemica nella progressione dell’aterosclerosi. Se ne è parlato al recente 6° Congresso Europeo sulle Vasculiti.
Come affrontare e cosa aspettarsi da una gravidanza a rischio di recidiva di tromboembolica
Di Davide Santagata | 28 Maggio 2025 | 1
Ultima modifica: 29 Maggio 2025
La gravidanza rappresenta una condizione fisiologica associata a un aumentato rischio di malattia tromboembolica venosa. Questo rischio può arrivare ad essere fino a 4-5 volte superiore rispetto al rischio presente nella popolazione femminile in età fertile, ed è più elevato nel periodo immediatamente successivo al parto. Alcune condizioni, come un pregresso episodio di tromboembolismo venoso (TEV), identificano le donne cui prestare maggiore attenzione con la possibile necessità di una profilassi farmacologica antitrombotica mirata.

