Tromboembolismo venoso: è diverso nelle donne?

Di | 4 Aprile 2026 | 0
Ultima modifica: 9 Aprile 2026

Certamente alcuni aspetti legati principalmente alla fase fertile della vita (che comporta eventuali trattamenti ormali o gravidanze) presentano delle peculiarità,  in quanto a presentazione e rischio di recidiva, che possono avere un impatto importante sulla diagnosi e sulle scelte terapeutiche nel lungo  termine. Lo spiega in questo video la dott.ssa Daniela Poli, presidente di Fondazione Arianna Anticoagulazione.

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Carenza di Proteina C: una condizione trombofilica rara ma da conoscere

Di | 17 Marzo 2026 | 0
Ultima modifica: 19 Marzo 2026

La proteina C, prodotta dal fegato, è un anticoagulante naturale. La sua carenza, quando congenita, costituisce un fattore di rischio per trombosi venosa e rappresenta una controindicazione per alcune terapie come quella estroprogestinica. Tuttavia, diagnosticare un difetto di Proteina C presenta delle indiscutibili sfide. Il nostro articolo vuole essere un approfondimento per un approccio ragionato all'interpretazione di questo test per trombofila.

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Riservato ai PROFESSIONISTI

Apixaban o rivaroxaban nel trattamento del tromboembolismo venoso? risultati di un trial clinico randomizzato

Di | 17 Marzo 2026 | 0
Ultima modifica: 19 Marzo 2026

Sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine i risultati dell'atteso studio COBRRA, un trial randomizzato e controllato di confronto tra apixaban e rivaroxaban per il trattamento del tromboembolismo venoso (TEV). I risultati dello studio, di potenziale impatto sulle linee guida per la terapia del TEV, sono stati commentati dal prof. Paolo Prandoni.

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Terapia anticoagulante del tromboembolismo venoso. Da Mc Lean ai giorni nostri

Di | 19 Dicembre 2025 | 0
Ultima modifica: 22 Dicembre 2025

Era il 1916 quando William Howel, direttore dell’istituto di Fisiologia della John Hopkins University di Baltimora, incaricò uno studente di Medicina di origine scozzese, Jay Mc Lean, di estrarre dal fegato di cane una sostanza che si supponeva di natura tromboplastinica. In realtà si rivelò una sostanza che rendeva il sangue incoagulabile.

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Si ringrazia la McMaster University
per la gentile concessione