Tromboembolismo venoso: è diverso nelle donne?
Di Daniela Poli | 4 Aprile 2026 | 0
Ultima modifica: 30 Aprile 2026
Alcuni aspetti del tromboembolismo venoso, legati soprattutto alla fase fertile della vita (che comporta eventuali trattamenti ormali o gravidanze), presentano delle peculiarità nelle donne. Una diversa modalità di presentazione ed un diverso rischio di recidiva possono avere un impatto importante sulla diagnosi e sulle scelte terapeutiche nel lungo termine. Lo spiega in questo video la dott.ssa Daniela Poli, presidente di Fondazione Arianna Anticoagulazione.
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Apixaban o rivaroxaban nel trattamento del tromboembolismo venoso? risultati di un trial clinico randomizzato
Di Paolo Prandoni | 17 Marzo 2026 | 0
Ultima modifica: 19 Marzo 2026
Sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine i risultati dell'atteso studio COBRRA, un trial randomizzato e controllato di confronto tra apixaban e rivaroxaban per il trattamento del tromboembolismo venoso (TEV). I risultati dello studio, di potenziale impatto sulle linee guida per la terapia del TEV, sono stati commentati dal prof. Paolo Prandoni.
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Come cambia il beneficio clinico netto nel corso di un trattamento anticoagulante?
Di Claudio Cimminiello | 17 Marzo 2026 | 0
Ultima modifica: 29 Aprile 2026
Proseguire la terapia anticoagulante a lungo termine dopo un episodio di tromboembolismo venoso: più rischi o benefici? Ne ha parlato il prof. Claudio Cimminiello al 9° Convegno di Fondazione Arianna Anticoagulazione mettendo in evidenza l'impatto degli eventi emorragici maggiori, che presentano un case fatality rate almeno doppio rispetto a quello degli eventi tromboembolici.
Terapia anticoagulante del tromboembolismo venoso. Da Mc Lean ai giorni nostri
Di Paolo Prandoni | 19 Dicembre 2025 | 0
Ultima modifica: 22 Dicembre 2025
Era il 1916 quando William Howel, direttore dell’istituto di Fisiologia della John Hopkins University di Baltimora, incaricò uno studente di Medicina di origine scozzese, Jay Mc Lean, di estrarre dal fegato di cane una sostanza che si supponeva di natura tromboplastinica. In realtà si rivelò una sostanza che rendeva il sangue incoagulabile.

