Persistent positivity of Antiphospholipid Antibodies: results from the START2 Registry
Di Stefania Cavazza | 20 Luglio 2026 | 0
Ultima modifica: 3 Agosto 2026
Presented at the ISTH 2026 Congress in Paris and simultaneously published on Thrombosis Research, the results of the START2 observational study describe five hundred patients with persistently positive antiphospholipid antibodies (aPL) followed in major Italian Thrombosis Centers (1).
Sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi: racconta la tua esperienza
Di Redazione | 28 Febbraio 2026 | 0
Ultima modifica: 29 Aprile 2026
La trombosi è una patologia comune, ma le cause alla sua origine a volte non lo sono. E’ il caso della Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi, una patologia rara poiché colpisce nella sua forma conclamata meno di 5 persone su 10.000, ma con un infinito numero di sfaccettature e di forme “sub cliniche” che sono spesso difficili da diagnosticare e trattare correttamente. Su questa Sindrome la ricerca di Fondazione Arianna Anticoagulazione ed il supporto ai lettori di anticoagulazione.it va avanti, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto.
All’improvviso tutto cambia.
Di Redazione | 30 Ottobre 2025 | 0
Ultima modifica: 30 Ottobre 2025
La storia di Sara inizia a 29 anni. Una vita piena, una studentessa brillante che ha completato laurea e dottorato, un lavoro che le piace. L’unico problema di salute è una cisti ovarica per curare la quale, da qualche mese, ha iniziato ad assumere “la pillola”. Ma un giorno di settembre tutto cambia.
La diagnosi di sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi: mezzo secolo di sfide e di progressi
Di Stefania Cavazza | 29 Ottobre 2025 | 2
Ultima modifica: 30 Ottobre 2025
“Era la fine degli anni '70 quando, come specializzando in medicina interna all'Università di Padova, mi imbattei in una donna con molteplici eventi trombotici ricorrenti e un tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT n.d.r) prolungato. Perplesso, il mio tutor mi sorprese dicendo- questo è un lupus anticoagulant!- Quel giorno ho realizzato che eventi trombotici possono paradossalmente essere associati ad un fenomeno anticoagulante in vitro” .

