Un recente studio, che ha analizzato quasi un milione di veterani militari statunitensi, ha evidenziato un potenziale beneficio della terapia con statine nel prevenire l'insorgenza di fragilità negli anziani.
L’invecchiamento della popolazione e la sfida della fragilità Oggi la nostra popolazione sta invecchiando progressivamente e l’aspettativa di vita si è allungata. Vivere più a lungo, però, porta con sé la sfida di mantenere una buona qualità della vita. Uno dei problemi principali legati all’avanzare dell’età è la comparsa della fragilità.
Cosa si intende per “fragilità”
La fragilità non è semplicemente l’invecchiare, né una singola malattia. Si tratta di uno stato di vulnerabilità generale: l’organismo perde gradualmente le sue riserve di energia e la sua resistenza fisica, diventando meno capace di reagire anche a piccoli problemi di salute (come un’influenza o una caduta), con un rischio maggiore di disabilità o complicanze. Un recente studio, condotto negli Stati Uniti, ha valutato l’effetto del trattamento con statine sulla fragilità (1).
Qual era l’obiettivo dello studio?
I ricercatori volevano capire se iniziare a prendere le statine (i farmaci comunemente usati per abbassare il colesterolo) possa aiutare le persone anziane a prevenire questa condizione.
Diversi studi dimostrano che l’infiammazione cronica all’interno dell’organismo è una delle cause principali che “consumano” i muscoli e accelerano il processo di indebolimento. Poiché le statine, oltre ad abbassare il colesterolo, hanno un potente effetto antinfiammatorio, gli scienziati hanno ipotizzato che potessero proteggere il corpo anche da questa progressiva perdita di forze.
Come è stato condotto lo studio?
È stato analizzato un gruppo di quasi un milione di pazienti anziani (veterani di guerra con un’età media di 72 anni), inizialmente in buona salute e che non avevano mai assunto statine. Questi pazienti sono stati seguiti per circa 5 anni per vedere chi di loro avrebbe iniziato la terapia con le statine e chi invece no, monitorando nel tempo la comparsa di segni di fragilità.
Che cosa è emerso?
I risultati sono stati molto positivi:
- Meno rischi: Le persone che hanno iniziato a prendere le statine hanno mostrato un rischio significativamente più basso di sviluppare fragilità rispetto a chi non le ha prese.
- Benefici: Questo effetto protettivo è stato riscontrato sia nelle persone che stavano bene all’inizio dello studio, sia in quelle che mostravano già i primissimi e lievi segni di debolezza (i cosiddetti “pre-fragili”).
Una rassicurazione sui timori comuni
Spesso questi farmaci sono ingiustamente temuti dai pazienti a causa del passaparola o di false credenze sui loro effetti collaterali. In realtà, i dati scientifici dimostrano che la miopatia (ovvero il dolore o la debolezza muscolare causata dal farmaco) è un evento raro che colpisce meno del 5% di chi inizia la terapia, a fronte di benefici enormi per la salute.
In conclusione
Iniziare una terapia con le statine in età avanzata potrebbe non servire solo a proteggere il cuore, ma agire anche come uno “scudo” contro l’infiammazione, rivelandosi un ottimo alleato per mantenersi forti e in salute più a lungo e riducendo il rischio di indebolimento generale.
Il messaggio da portare a casa
Parlare con il proprio medico dell’inizio della terapia con statine può essere un’ottima strategia per prevenire la fragilità negli anni della terza età.
Bibliografia
Qazi S, Charest B, Pajewski NM, et al. Statins and survival free of incident frailty among older US veterans. Eur Heart J. Published online June 10, 2026. doi:10.1093/eurheartj/ehag451
Di novità e dubbi in tema di prevenzione del rischio cardiovascolare si parlerà anche al 10° Convegno di Fondazione Arianna e anticoagulazione.it
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