Nell’agosto 2023 la Regione Toscana ha pubblicato la Delibera di Giunta Regionale n.969/2023, per l’approvazione del documento Rete Toscana delle Malattie Tromboemboliche e per il Miglioramento della Qualità e Sicurezza del Percorso dei Pazienti in Terapia Anticoagulante Orale”.

Il documento definisce alcune linee di indirizzo per avviare la creazione all’interno di ogni presidio Ospedaliero di un “Gruppo multidisciplinare sulla terapia anticoagulante”, che raccolga i professionisti che gestiscono questa tipologia di pazienti, i quali dovranno essere formati in modo specifico e sottoposti ad aggiornamento continuo (Centri di 1° livello).

Il modello identifica inoltre tre Centri di 2° livello nelle Azienda Ospedaliero-Universitarie di Firenze, Pisa e Siena. L’obiettivo è quello di fornire ai pazienti in terapia anticoagulante orale su tutto il territorio Regionale equità di accesso a servizi dedicati e miglioramento della qualità assistenziale attraverso un modello omogeneo e standardizzato.

La formazione continua degli operatori è un punto cardine della Delibera ed è stato l’obiettivo del convegno che ha coinvolto tutti gli operatori del settore quali medici, tecnici e infermieri.

Un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per la gestione del paziente con embolia polmonare che accede ai servizi di Emergenza e Urgenza è stato presentato dal Prof. Simone Vanni direttore della Struttura Organizzativa Dipartimentale (SOD) Osservazione ad Alta Intensità e dal Dott. Simone Toccafondi , dell’Unità di Medicina e Chirurgia d’urgenza e accettazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze.

Il PDTA è stato approntato dal Pronto Soccorso dell’Azienda Careggi ed è stato esteso all’Azienda Sanitaria Nord-Ovest della Toscana. Si tratta di un percorso che prevede la presa in carico del paziente con embolia polmonare e la standardizzazione del trattamento in base alla definizione del livello di gravità e del rischio di peggioramento del paziente sulla base di scale di valutazione validate, in modo da garantire un accesso standardizzato a trattamenti invasivi.

Il modello, che si propone di essere applicato in queste due Aziende, è stato accolto con interesse anche dagli operatori delle altre Unità Sanitarie Locali, che ne hanno auspicato una diffusione sul territorio.

Centrale anche l’argomento del laboratorio di emostasi e trombosi. Un confronto tra i direttori dei diversi dipartimenti interaziendali di laboratorio della Regione Toscana, coordinato dalla prof.ssa Betti Giusti dell’Università di Firenze, ha cercato di definire linee operative per la realizzazione di una rete tra i laboratori, che possa consentire una risposta efficace ed altamente qualificata alle richieste di tutto il territorio.

Qualità ed efficienza che devono necessariamente confrontarsi con il tema dell’ appropriatezza diagnostica e delle sfide che affronta il laboratorio di fronte a condizioni patologiche specifiche, affrontato dalla Prof.ssa Anna Maria Gori e dalla dott.ssa Angela Rogolino, (SOD Malattie Aterotrombotiche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi) con particolare riferimento alla diagnostica del lupus anticoagulant (indicazioni, modalità di richiesta, di esecuzione e di interpretazione del test) e delle indagini di laboratorio per trombofilia.

Dall’incontro è emersa inoltre la necessità di una maggiore standardizzazione della diagnostica eco-doppler, sia in termini di refertazione che di indicazioni e tempistiche nell’uso di tale test nel follow-up del paziente con trombosi venosa profonda.

Infine, il convegno si è concluso con una apprezzata relazione tenuta dalla Dott. Silvia Linari dell’SOD Malattie emorragiche e della coagulazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, su un problema che sempre di più richiama l’attenzione dei medici nelle condizioni di emergenza, quale la gestione dell’emorragia nel paziente in terapia anticoagulante.

Una giornata quindi dedicata alla integrazione tra professionisti con l’obiettivo di aumentare l’appropriatezza delle cure per il paziente in terapia anticoagulante.