La trombosi delle vene ovariche (TVO) è molto meno comune della trombosi alle vene degli arti inferiori e molto più spesso (nell’80-90% dei casi) si associa a “cause scatenanti”, come il parto (soprattutto se cesareo) ed interventi chirurgici o neoplasie che interessano la regione pelvica, dove sono localizzati utero e ovaie. Meno frequentemente tra le cause predisponenti possiamo trovare alterazioni della coagulazione come trombofilie severe, condizioni come le malattie infiammatorie croniche intestinali, la terapia ormonale contenente estrogeni ed altre.
Inizialmente riconosciuta, alla fine del 1800, in donne che presentavano una “febbre puerperale” nei giorni seguenti il parto, è stata per lungo tempo ritenuta unicamente una “flebite settica”, cioè l’interessamento di una vena da parte di una severa infezione locale, quale può occorrere dopo il parto.
Nonostante nella seconda metà del secolo scorso si sia reso sempre più evidente che la trombosi (formazione di un coagulo) delle vene ovariche può avvenire anche in assenza di condizioni infettive e in situazioni diverse dal parto, la maggior parte delle informazioni che abbiamo su questa patologia riguardano ancora oggi le trombosi post-parto, che sono state le più studiate.
Oggi sappiamo infatti che la trombosi ovarica può interessare 1 donna su 1000 dopo parto cesareo mentre è molto meno frequente dopo parto vaginale (circa 2 casi su 10 000).
Il sempre maggiore ricorso alla diagnostica per immagini (Tomografia Computerizzata [TC] o Risonanza Magnetica [RM] ) per la diagnosi ed i controlli in caso di tumore, ha consentito di individuare che una percentuale molto elevata (in alcune casistiche fino all’80%) di pazienti sottoposte a chirurgia per tumore di utero o ovaie può presentare una trombosi delle vene ovariche, pur in assenza di sintomi.
Sintomi
I sintomi “classici” della TVO sono generalmente caratterizzati dal dolore alla regione del basso addome, che si può estendere ad altre parti dell’addome, al fianco o all’inguine, e dall’eventuale presenza di febbre (in caso di concomitante infezione). Pertanto, possono essere confusi con quelli di altre patologie e richiedono un alto livello di sospetto affinché la paziente sia avviata alle appropriate indagini diagnostiche.
Tipicamente la TVO si manifesta tra il 2° ed il 6° giorno dopo il parto (o aborto); il 90% di tutte le TVO si presenta comunque entro i primi 10 giorni dal parto (o aborto).
Meno frequentemente rispetto alla trombosi venosa degli arti inferiori (ma comunque segnalato nel 10% dei casi), il coagulo di sangue può “migrare” verso il circolo polmonare dando luogo all’ embolia polmonare, che si manifesta con difficoltà respiratoria e\o dolore toracico.
E’ importante ricordare che anche oggigiorno in un terzo dei casi di “febbre puerperale” è presente una sottostante trombosi venosa ovarica, che va quindi ricercata.
Diagnosi
In prima battuta, per la facilità di esecuzione (anche al letto del paziente) e l’assenza di controindicazioni, viene generalmente eseguito l’ecocolordoppler venoso che, tuttavia, può risultare non risolutivo al fine della diagnosi perché presenta dei limiti “tecnici” (ad esempio la visibilità delle vene ovariche può essere ostacolata dalla presenza di gonfiore addominale o obesità). Se il sospetto di TVO rimane elevato, il medico potrà richiedere accertamenti più approfonditi come la TC o la risonanza magnetica.
Terapia
La terapia della TVO si avvale dell’utilizzo di anticoagulanti ed eventualmente antibiotici (se vi è il sospetto di infezione). Gli anticoagulanti più utilizzati sono l’eparina e gli antagonisti della vitamina K (warfarin e acenocumarolo). L’utilizzo degli anticoagulanti orali diretti (DOAC) è ancora limitato per la mancanza di studi clinici specifici.
La carenza di studi clinici, legata anche alla rarità della patologia, fa sì che la gestione terapeutica ottimale di questa patologia sia ancora oggetto di confronto tra gli esperti. Anche le linee guida sull’argomento sono scarse e forniscono indicazioni solo in alcuni scenari particolari. Dibattuta è, ad esempio, l’opportunità di trattare in tutti i casi le trombosi ovariche asintomatiche riscontrate casualmente ad accertamenti di controllo, e la durata del trattamento (che dipende, in ogni caso, dalla condizione predisponente sottostante).
Se sei un professionista leggi: Trombosi venose ovariche
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