Due campionati nazionali di basket dopo la grave trombosi addominale che l’ha colpita in giovanissima età: è la bella storia di coraggio e determinazione di Olivia che dalla famiglia e dal suo “mondo sportivo” ha tratto supporto, fiducia e motivazione per superare anche l’evento più impensabile.

Olivia ha 13 anni (quattordici compiuti in ospedale!) e una passione: il basket.

Siamo alla fine del maggio 2022, ancora in pandemia da COVID19. La ragazza si sta preparando agli esami di terza media quando, quello che sembrava un mal di pancia “un po’ strano, come un nodo all’intestino a cui non ho fatto troppo caso, ho giocato anche una partita delle semifinali regionali (sotto paracetamolo) e abbiamo vinto” -ha spiegato Olivia-si trasforma in pochi giorni in un dolore insopportabile che non va più via con l’antidolorifico e le impedisce anche di muoversi. A quel punto, sotto consiglio del medico curante, la ragazza viene sottoposta ad una ecografia addominale urgente. Fatta l’ecografia i medici si accorgono che qualcosa non va, parlano di una possibile “pancreatite” e Olivia viene ricoverata in pediatria al Policlinico S. Orsola di Bologna dove immediatamente viene sottoposta ad una TAC dell’addome che rivela una trombosi venosa profonda delle vene dell’addome, una situazione a rischio molto elevato che fortunatamente viene tempestivamente riconosciuta a trattata con terapia anticoagulante.

La paziente è seguita fin dal primo giorno dal servizio di Angiologia  e Malattie della Coagulazione del Policlinico S. Orsola a cui viene affidata dopo la dimissione. “I primi 10 giorni non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto ”-ha raccontato Olivia “ho fatto anche l’esame di terza media al S. Orsola, poi sono stata dimessa e piano piano ho ripreso con le normali attività quotidiane; dopo circa un mese mi sentivo bene e ho ripreso a fare qualche tiro a canestro, chiaramente non potevo fare le partite con le amiche, anche per i rischi legati alla terapia anticoagulante (con warfarin n.d.r.) , ma per fortuna essendo estate non poter riprendere il gioco con la mia squadra è stato più sopportabile ”-ha spiegato l’atleta-“ a settembre però, quando sono tornata dalle vacanze ero talmente felice di poter riprendere gli allenamenti (anche se non potevo fare vere partite perché dovevo evitare il contatto fisico) che ho iniziato la sera stessa del rientro”.

Per Olivia, riprendere gli allenamenti con la sua squadra, che le è sempre stata vicina in ogni momento, è stato fondamentale per superare l’ostacolo della malattia sia dal punto di vista fisico che psicologico. “All’inizio c’è stato sconforto perché non era una cosa dipendente da me, non potevo farci niente, potevo solo aspettare, potevo fare il Coumadin ma non mi avrebbe tolto quello che mi era successo” -ha proseguito l’atleta- “Ma  il fatto di allenarmi con la squadra, avere occasioni di scambio, mia ha aiutato a non sentirmi sola e a non farmi pesare troppo la situazione. Il mio allenatore poi ha continuato a farmi sentire sempre parte della squadra. Anche se non potevo partecipare alle partite venivo sempre convocata e avere questo spirito di gruppo, sentire le amiche vicine, l’obiettivo comune di allenarsi per arrivare ai campionati nazionali, mi ha dato uno stimolo che mi ha aiutato a superare più in fretta la situazione” –ha detto Olivia.

Tuttavia, come è stato già raccontato, la ragazza in questa fase può allenarsi ma “senza contatto” e non può partecipare alle partite di basket assumendo un anticoagulante che  la espone ad un rischio troppo elevato di emorragia, anche nel caso di “normali” traumatismi che possono accadere nel corso della partita.

Ma il desiderio di Olivia di tornare a giocare con la sua squadra è vivissimo e la sua famiglia non ha dubbi, la vuole supportare. 

Dopo i primi sei mesi di terapia standard con warfarin, la stretta collaborazione tra Olivia, la sua famiglia e il team di esperti in gestione delle terapie anticoagulanti e della trombosi  che sta seguendo l’atleta, consente ad Olivia di trovare un equilibrio terapeutico per tornare  a giocare e… a vincere: con la sua squadra, la BSL S. Lazzaro, nel 2023 vincono il titolo regionale ma, soprattutto, sia nel 2023 (conquistando un meritatissimo quarto posto) che nel 2025, partecipano ai campionati nazionali!

Insomma, racconta la nostra cestista, “ormai la mia vita è praticamente normale, sono sempre stata bene…certo, sarebbe bello un giorno poter sospendere l’anticoagulante ma si vedrà”.

AVVERTENZA: Le informazioni contenute nel sito anticoagulazione.it hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Consulta sempre un medico prima di prendere decisioni sulla tua salute