La terapia anticoagulante diventa una irrinunciabile compagna di vita in caso di tromboembolismo venoso, infarto e per la prevenzione dell’ictus cerebrale in pazienti affetti da fibrillazione atriale. E in Italia sono oltre un milione le persone in trattamento anticoagulante cronico.

Tutti noi "anticoagulati" sappiamo bene che il warfarin e i nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono per noi dei salvavita. Essere in terapia anticoagulante vuol dire avere un buon compagno di vita, col quale abbiamo tutti i giorni a che fare e dunque dobbiamo essere consapevoli della sua importanza.

Ho iniziato a seguire la terapia anticoagulante orale all'età di 30 anni. Tornai a casa dopo un periodo di degenza all'ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, a causa della mia terza embolia.

Ho una paura tremenda della fibrillazione atriale, e questa mi ha rovinato l'intera giovinezza causandomi delle ansie pazzesche. 

Ormai anche quest'anno l'inverno ce lo siamo lasciato alle spalle. Con la primavera abbiamo più voglia di uscire, di muoverci e ci porta a cambiare positivamente il nostro stile di vita.

Tutto cominciò nel 2008 con un'angioTAC che individuò un grosso aneurisma alla gamba destra, da operare subito, mentre alla sinistra il "gemello" (causato da difetto di "fabbrica", sedentarietà del lavoro etc.) era piccolo ed è stato silente per alcuni anni, poi è cresciuto anche lui.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Link alla Normativa