La mia storia, come paziente, è iniziata nel gennaio del 2009: una vacanza in montagna che si conclude con un ricovero in ospedale dove mi viene diagnosticata la fibrillazione atriale.

Continuo la mia vita di sempre, famiglia, lavoro con parecchi viaggi anche all’estero, tutto procede. Fino a quando la vigilia di Natale vengo ricoverato in ospedale per una pleurite, febbre molto alta e la diagnosi definitiva di Fibrillazione atriale e conseguente terapia anticoagulante.
All’inizio quando non avevo confidenza con il farmaco ero un pò titubante, ma con il passare del tempo abbiamo imparato a capirci e la nostra convivenza non ha mai avuto problemi per quello che è la vita di tutti i giorni.
Assumo regolarmente il farmaco, mi sottopongo ai controlli, il centro di riferimento è vicino a casa, mi manda i referti via e.mail e mi indica quando è necessario modificare la dose del farmaco. Mi sento protetto e controllato e ho imparato a gestire al meglio il farmaco.
Spesso sono all’estero per lavoro con fusi orari differenti, e allora, per mantenere l’assunzione di warfarin nelle 24 ore modifico l’orario, cercando di non assumerlo a ore troppo stravaganti.
Sono diventato socio AIPA e l’associazione è per me un punto di riferimento impotante, ho incominciato ad andare ai convegni locali ed anche all’ultimo evento Nazionale di settembre a Padova. Ho raccolto molte informazioni suoi nuovi anticoagulanti e ho potuto confrontarmi con medici e pazienti.

Antonio Rossi Prudente

Paziente

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La visione di Flavia
Anche per me A.I.P.A. è stata di grande aiuto, non soltanto per il servizio di inviarti ovunque tu sia il foglietto del dosaggio della terapia, ma anche per le tante informazioni che riesce a farti pervenire fin dai tempi del suo "piccolo" bollettino.
Ricordo come mi è servita l’indicazione delle procedure (sostanze con cui tamponare le ferite, etc.) che consentono di evitare di sospendere l’anticoagulante in occasione di un intervento odontoiatrico. Dopo l’operazione al cuore, per evitare rischi di infezioni che potevano compromettere ulteriormente la situazione, ho dovuto togliere sei denti... e, anche per la perizia del mio dentista che ha applicato le procedure indicate, sempre senza sospendere l’anticoagulante!
E’ importante che circolino informazioni, che i pazienti vengano continuamente aggiornati ad esempio su alimentazione e farmaci compatibili con l’anticoagulante... Ciò aiuta tutti a "partecipare" alla propria cura.
E questo mi fa ricordare una delle riunioni, organizzate periodicamente, nell’aula magna del Dipartimento ospedaliero in cui i medici si mettono a disposizione dei pazienti del Centro di Bologna per rispondere ai loro dubbi e alle loro paure: mi aveva colpito come tante persone molto anziane e non particolarmente "acculturate" sapessero porre problemi complessi, mostrando di avere accumulato un sapere in materia utile anche ai medici.

Flavia Franzoni Prodi

Paziente anticoagulata

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PHOTO CREDITS: Flickr | David Becker

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