A 50 anni dalla fondazione della SISET, il congresso biennale si è tenuto per la prima volta in forma virtuale e, nonostante le difficoltà organizzative, ha fatto registrare un buon successo di pubblico. Abbiamo intervistato il Prof. Tripodi, Presidente SISET e il Dr. Marco Marietta, membro della Commissione Attività Formative della società scientifica.

Più o meno inconsciamente, siamo portati a contrapporre l’aggettivo “virtuale” a quello “reale”, come se si escludessero l’un l’altro. In parte è vero, specie nell’effettiva difficoltà di dare il giusto peso a ciò che è reale e vero nell’epoca della post-verità. “Il Congresso SISET 2020, però, è stato straordinariamente reale, benché tecnicamente virtuale”, afferma il Presidente di SISET, Armando Tripodi. “Molto reale nella presenza dei Soci, che ha superato ogni più rosea aspettativa, un forte segnale di una identità societaria che coincide con la passione per il proprio lavoro, fondamentale per sostenerci proprio nei momenti difficili. È stato importante l’impegno “stra-ordinario” del Comitato Organizzatore, del Provider e del service tecnico per essere riusciti a passare in pochi giorni da un evento programmato in presenza ad uno totalmente via web, risolvendo problemi tecnici quanto mai concreti e reali.”.

Durante i lavori del Congresso molto si è discusso del rapporto tra SARS-CoV-2 e le eparine a basso peso molecolare (EBPM) e più in generale della gestione del paziente anticoagulato durante la pandemia. L’impressionante produzione scientifica che si è rapidamente accumulata in questi mesi ha evidenziato al di là di ogni dubbio lo stretto rapporto fra infezione da SARS-CoV-2 e disturbi della coagulazione, specie di segno trombotico.
La SISET si è attivata fin dall’inizio della pandemia per dare il proprio contributo”, continua Tripodi. La società ha infatti promosso un documento di consenso sugli aspetti emostatici della infezione da SARS-CoV-21, ha un forum on-line che e ha dedicato al tema 3 numeri del mensile “SISET on-line”.  Coerentemente con la multidisciplinarietà che caratterizza la società scientifica, il tema della Coagulopatia da COVID-19 (CAC) è stato affrontato da diversi punti di vista.

Rispetto alle evidenze scientifiche a favore della profilassi del tromboembolismo venoso nei pazienti ospedalizzati con COVID-19, la Prof.ssa Cecilia Becattini ha posto la questione della dose ottimale di EBPM da utilizzare in presenza di quadri respiratori in peggioramento, o di valori di D-dimero in rapida crescita, quando non si dispone di una diagnostica strumentale conclusiva per le problematiche tromboemboliche. “Diversi studi retrospettivi su questo problema hanno prodotto risultati discordanti, in termini sia di efficacia sia di sicurezza2-5”, sottolinea Marietta, “ed è pertanto necessario attendere i risultati dei molti studi randomizzati attivi nel mondo per avere una risposta definitiva su questo fondamentale problema clinico”.

L’esperienza dell’anatomopatologo sulla patologia tromboembolica venosa in corso di infezione da SARS-CoV-2, rileva il Dr Andrea Gianatti, ha permesso di evidenziare come la lesione polmonare predominante in questi pazienti sia un danno alveolare diffuso, con presenza di trombi ricchi in fibrina nelle arteriole polmonari, a conferma della presenza di una coagulopatia locale di segno protrombotico6. Questo è stato possibile grazie a numerosi esami autoptici effettuati su pazienti deceduti per COVID-19 durante la prima fase della pandemia.

L’ipotesi che l’espressione di fattore tissutale (TF) sia correlata con la gravità clinica della malattia emerge da uno studio della Dr.ssa Paola Canzano sui dati di 46 pazienti COVID-19 in cui questa espressione si è dimostrata in modo diffuso. Il TF è una glicoproteina transmembranaria considerata il principale fattore di regolazione della cascata coagulativa. Questa espressione è stata riscontrata specie da parte di piastrine e monociti e di microvescicole circolanti, la cui entità correla con la gravità clinica della malattia.
Per identificare la CAC, possono essere utili metodiche viscoelastiche, spiega il Dr. Luca Spiezia, dimostrando come i pazienti COVID-19 presentano un profilo tromboelastografico di marcata ipercoagulabilità, “significativamente più accentuata rispetto a pazienti con altre forme di polmonite7”, commenta Marietta.

Sotto l'aspetto microangiopatico vi sono dati interessanti che mostrano come nei pazienti COVID-19 siano presenti livelli aumentati di VWF:Ag, VWF:RCo and VWFpp, e, come riporta la Dr.ssa Ilaria Mancini, tale aumento è direttamente proporzionale alla gravità clinica del paziente.
Ancor più rilevante", evidenzia Marietta, "è l’osservazione che i livelli di ADAMTS-13, così come il rapporto fra multimeri del VWF ad alto e basso peso molecolare, correlino inversamente con la gravità della malattia. Questa osservazione rinforza l’idea che lo sbilanciamento dell’asse VWF/ADAMTS-13 abbia un ruolo fondamentale nelle manifestazioni microtrombotiche tipiche della CAC13

Nella comunità scientifica vi è ampio dibattito sulla reale incidenza della patologia tromboembolica venosa nei pazienti ricoverati per COVID-19, tanto da essere oggetto di numerosi report e di almeno 4 meta-analisi8-11. Dati significativi, riportati dal Dr Armando D’Angelo, sono emersi da uno studio multicentrico italiano condotto su 200 pazienti ricoverati sia in terapia intensiva che in reparti a minore intensità di cura, tutti in profilassi eparinica al momento del ricovero, e tutti sottoposti a screening sistematico delle trombosi venose profonde le (TVP) con ecodoppler. Lo studio ha evidenziato un’incidenza di TVP totali del 14.5%, di TVP prossimali dell’8% e di TVP sintomatiche del 2%, senza differenze statisticamente significative fra reparti di degenza. Gli autori hanno anche trovato che un valore di D-dimero ≥5 mg/l al momento del ricovero era predittivo del rischio di sviluppare TVP (OR 1.02; IC 95% 1.03-1.16; p= .003)12.

Tripodi e Marietta ci ricordano infine che De Gregori diceva “La storia siamo noi, padri e figli”, sottolineando che la partecipazione attiva di tanti soci giovani, che hanno presentato con entusiasmo contribuiti scientifici di grande valore, ha testimoniato come il valore della ricerca scientifica, strumento fondamentale per acquisire conoscenza da mettere al servizio della collettività, è condivisa tra generazioni. “Conoscenza che sempre, ma soprattutto in questi tempi così difficili, è un bene irrinunciabile, anche se spesso negletto, perché la terribile esperienza di questa pandemia ci sta ricordando ogni giorno che il sonno della ragione genera mostri”.


Bibliografia

  1. Marietta M Ageno W, Artoni A et al. COVID-19 and haemostasis: a position paper from Italian Society on Thrombosis and Haemostasis (SISET). Blood Transfus. 2020; 18:167-169.
  2. Paolisso P, Bergamaschi L, D'Angelo EC et al. Preliminary Experience with Low Molecular Weight Heparin Strategy in COVID-19 Patients. Front Pharmacol. 2020 Aug 6; 11:1124. doi: 10.3389/fphar.2020.01124.
  3. Hanif A, Khan S, Mantri N et al. Thrombotic complications and anticoagulation in COVID-19 pneumonia: a New York City hospital experience. Ann Hematol. 2020; 99:2323-2328.
  4. Pesavento R, Ceccato D, Pasquetto G et al. The hazard of (sub)therapeutic doses of anticoagulants in non-critically ill patients with Covid-19: The Padua province experience. J Thromb Haemost. 2020 Jul 21:10.1111/jth.15022. doi: 10.1111/jth.15022.
  5. Nadkarni GN, Lala A, Bagiella E et al. Anticoagulation, Bleeding, Mortality, and Pathology in Hospitalized Patients With COVID-19. J Am Coll Cardiol. 2020; 76:1815-1826.
  6. Carsana L, Sonzogni A, Nasr A et al. Pulmonary post-mortem findings in a series of COVID-19 cases from northern Italy: a two-centre descriptive study. Lancet Infect Dis. 2020; 20:1135-1140.
  7. Spiezia L, Campello E, Cola M et al. More severe hypercoagulable state in acute COVID-19 pneumonia as compared to other pneumonia. Mayo Clin Proc Innov Qual Outcomes. 2020 Oct 1. doi: 10.1016/j.mayocpiqo.2020.09.00.
  8. Malas MB, Naazie IN, Elsayed N et al. Thromboembolism risk of COVID-19 is high and associated with a higher risk of mortality: A systematic review and meta-analysis. EClinicalMedicine 29-30 (2020) 100639.
  9. Shi L, Xu J, Duan G, Yang H, Wang Y. The pooled prevalence of pulmonary embolism in patients with COVID-19. Intensive Care Med. 2020; 46:2089-2091.
  10. Nopp S, Moik F, Jilma B et al. Risk of venous thromboembolism in patients with COVID-19: A systematic review and meta-analysis. Res Pract Thromb Haemost. 2020; 4:1178-91.
  11. Roncon L, Zuin M, Barco S, Valerio L, Zuliani G, Zonzin P, Konstantinides SV. Incidence of acute pulmonary embolism in COVID-19 patients: Systematic review and meta-analysis. Eur J Intern Med. 2020: S0953-6205(20)30349-6.
  12. Baccellieri D, Bertoglio L, Apruzzi L et al. Incidence of deep venous thrombosis in COVID-19 hospitalized patients during the first peak of the Italian outbreak. Phlebology. 2020 Nov 26:268355520975592. doi: 10.1177/0268355520975592.
  13. Mancini I, Baronciani L, Artoni A et al. The ADAMTS13-von Willebrand factor axis in COVID-19 patients. J Thromb Haemost. 2020 Nov 23. doi: 10.1111/jth.1519

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Anticoagulazione.it

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