Al Congresso Nazionale di FCSA si è trattata l’anticoagulazione a 360°, intervenendo anche sull’aspetto strutturale e organizzativo della Società che si prepara ad affrontare al meglio le sfide del futuro.

Dal 24 al 26 Ottobre si è tenuto a Bologna il 30° Congresso nazionale di FCSA, la Federazione dei Centri per la Diagnosi della Trombosi e la Sorveglianza delle Terapie Antitrombotiche.
Un traguardo importante in cui è stato fatto il punto sul percorso svolto fin qui partendo dall’idea iniziale dei fondatori i quali, con lungimiranza, hanno compreso che il paziente in terapia anticoagulante avesse necessità sanitarie peculiari, che professionisti esperti fossero necessari per garantire le cure più adeguate e che, attraverso una rete di Centri, si sviluppasse la ricerca scientifica utile al miglioramento delle cure.

Durante la tre giorni ci siamo confrontati a tuttotondo sull’anticoagulazione – ha spiegato Sophie Testa, presidente di FCSA –. Il nostro obiettivo è duplice: garantire un’adeguata assistenza al paziente anticoagulato e favorire la ricerca per il miglioramento delle cure”. Nelle varie sessioni sono quindi stati approfonditi temi relativi alla gestione dei pazienti in terapia con farmaci anticoagulanti diretti, la diagnostica e i test di laboratorio, i trattamenti nel paziente neoplastico, le nuove frontiere dell’anticoagulazione. “È stato dato grande spazio alla trattazione di temi importanti e che interessano tutti i professionisti che si occupano di gestione delle terapie anticoagulanti. In particolare abbiamo affrontato le problematiche relative al trattamento antitrombotico più appropriato in relazione alle diverse condizioni cliniche, alla gestione perioperatoria dei pazienti, agli aspetti emorragici delle terapie antitrombotiche, comprendendo anche le forme rare di coagulopatia emorragica acquisita, condizione quest’ultima che può colpire anche il paziente anticoagulato”.

Al Congresso, cui hanno preso parte oltre 150 Centri italiani e più di 300 persone, sono stati presentati i lavori legati al registro START-FCSA ed è stata data grande rilevanza al fatto che Fondazione Arianna, tra le sue varie attività, sia diventata Centro Studi della Federazione: “Oggi è più che mai è necessario avere un Centro studi strutturato e, da quest’anno, FCSA può fare affidamento su Fondazione Arianna”.

Oltre agli argomenti scientifici sono stati affrontati e discussi aspetti organizzativi e gestionali e approvata la revisione dello statuto della Società che ora permette l’iscrizione a FCSA a tutti i Professionisti coinvolti nella gestione delle terapie anti-trombotiche. “Abbiamo effettuato un grande riordino strutturale, tra Centri Emostasi e Trombosi che possiedono un accreditamento professionale e i Centri che partecipano alle attività FCSA, riclassificando le realtà di laboratorio che invece partecipano esclusivamente ai controlli di qualità della Federazione".

A 30 anni dalla Fondazione FCSA mantiene la sua sensibilità originaria, considerando primariamente le necessità dei pazienti, riconoscendo che in assenza di una rete di Rete di Centri e di professionisti esperti sia impossibile garantire una buona assistenza sanitaria e lo sviluppo della ricerca scientifica in questo ambito. Ed è proprio con questi obiettivi che FCSA, attraverso il rinnovamento dei percorsi, è pronta ad affrontare i prossimi 30 anni” ha concluso Testa.

Redazione

Anticoagulazione.it

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