La molecola è particolarmente interessante per il duplice effetto antiaggregante e antibatterico, che la renderebbe superiore ad altri agenti antipiastrinici inibitori P2Y12 in pazienti con malattia cardiovascolare che sono a rischio di infezioni.

In una lettera di ricerca pubblicata su JAMA cardiology1, l'agente antipiastrinico ticagrelor (Brilinta/Brilique, AstraZeneca) ha dimostrato attività battericida contro batteri gram-positivi resistenti agli antibiotici, incluso Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA). Lo studio suggerisce che il ticagrelor può rappresentare una nuova classe di antibiotico attivo contro stafilococchi o enterococchi multiresistenti.

L’ipotesi dello studio è nata considerando i dati derivati da due studi precedenti. I risultati di un'analisi post hoc dello studio PLATO, che ha coinvolto la sindrome coronarica acuta dei pazienti, ha trovato un rischio inferiore di morte correlata all'infezione rispetto ai pazienti trattati con clopidogrel.
Le proprietà antibatteriche di ticagrelor, sembrano essere pleitropiche, e quindi non correlate alla sua attività antipiastrinica. Altri agenti antipiastrinici, come clopidogrel o prasugrel, non esibiscono analoghe proprietà. Infatti, nel più recente studio XANTHIPPE l'uso di ticagrelor è stato associato a una migliore funzionalità polmonare nei pazienti ospedalizzati per polmonite.
Le attività antibiotiche di ticagrelor sono state confermate anche su un modello murino. Gli autori hanno determinato che ticagrelor e il suo metabolita AR-C124910 hanno raggiunto un'attività battericida contro ceppi batterici gram-positivi. Ticagrelor a concentrazioni battericide minime ha mostrato attività battericida contro GISA, MRSE, MRSA e VRE ed era superiore alla vancomicina.

Attualmente, vi sono dati preoccupanti sulla resistenza dei batteri agli attuali antibiotici soprattutto nell’ambiente ospedaliero. I dati suggeriti dai studi con ticagrelor, diventano molto importanti soprattutto considerando l’incidenza e le complicanze infettive in pazienti in nei reparti di cure intensive cardiologiche. I risultati possono aprire la strada a ulteriori studi ad hoc (anche studi randomizzati) per confermare il dato.
Se il dato fosse confermato, un duplice effetto antiaggregante e antibatterico del ticagrelor potrebbe renderlo superiore ad altri agenti antipiastrinici inibitori P2Y12 in pazienti con malattia cardiovascolare che sono a rischio di infezioni.
A concentrazioni battericide minime, il ticagrelor è risultato superiore alla vancomicina, con rapida uccisione di colture tardive in fase esponenziale di MRSA (tempo di uccidere il 99,9% dell'inoculo iniziale, 2 ore). L'attività battericida era simile a quella del nuovo antibiotico, la daptomicina (Cubicin, Merck), recentemente introdotta contro i ceppi resistenti di S aureus.

Il ticagrelor, nella sua forma attuale, non è utilizzabile come antibiotico. L’azione battericida della molecola si raggiunge per concentrazioni ben più alte rispetto alle concentrazioni che servono per il suo effetto antipiastrinico. Questo esporrebbe i pazienti a un più elevato rischio di sanguinamento. Tutto sommato, modificando la molecola, per renderla “meno antipiastrinica” è “più antibiotica”.

In una lettera di ricerca pubblicata su JAMA cardiology1, l'agente antipiastrinico ticagrelor ha dimostrato un’interessante attività battericida contro batteri gram-positivi resistenti agli antibiotic). Lo studio suggerisce che il ticagrelor può rappresentare una nuova classe di antibiotico attivo contro stafilococchi o enterococchi multiresistenti.
Dai risultati di un'analisi post hoc dello studio PLATO, che ha coinvolto la sindrome coronarica acuta dei pazienti, è emerso un rischio inferiore di morte correlata all'infezione rispetto ai pazienti trattati con clopidogrel. Le proprietà antibatteriche di ticagrelor sembrano non essere correlate alla sua attività antipiastrinica.
Attualmente, vi sono dati preoccupanti sulla resistenza dei batteri agli attuali antibiotici soprattutto nell’ambiente ospedaliero. I dati suggeriti dai studi con ticagrelor,diventano molto importanti soprattutto considerando l’incidenza e le complicanze infettive in pazienti in nei reparti di cure intensive cardiologiche. I risultati possono aprire la strada a ulteriori studi ad hoc (anche studi randomizzati) per confermare il dato.

 



Bibliografia

  1. Lancellotti P, Musumeci L, Jacques N, Servais L, Goffin E, Pirotte B, et al. Antibacterial Activity of Ticagrelor in Conventional Antiplatelet Dosages Against Antibiotic-Resistant Gram-Positive Bacteria. JAMA Cardiol. 2019.

Gentian Denas

Clinica Cardiologica dell'Università degli Studi Padova

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