La Ricerca Italiana approfondisce l’incidenza di trombosi venosa profonda prossimale degli arti inferiori in pazienti consecutivamente ricoverati nel reparto internistico.

Nel gennaio di quest’anno è stato pubblicato su Majo Clinic Proceedings lo studio italiano multicentrico osservazionale AURELIO (rAte of venoUs thRombosis in acutEly iLl patIents hOspitalized in internal medicine wards)1 che aveva lo scopo di valutare l’incidenza della trombosi venosa profonda (TVP) prossimale degli arti inferiori, mediante CUS (Compression UltraSonography) in pazienti consecutivamente ricoverati, in reparti di Medicina Interna all’ingresso e alla dimissione.

Lo studio AURELIO, recentemente pubblicato, voleva valutare l’incidenza della trombosi venosa profonda (TVP) degli arti inferiori in pazienti consecutivamente ricoverati in reparti di Medicina Interna, all’ingresso e alla dimissione. I pazienti studiati sono stati 1340 di cui 26 (1.9 %) presentavano una TVP asintomatica all’ingresso in reparto. Secondo gli autori è necessario un nuovo approccio diagnostico per TVP nei pazienti ricoverati in Medicina Interna, così come urge una rivisitazione della profilassi anticoagulante. Questo studio è importante perché per la prima volta dimostra come la TVP, pur se asintomatica e in percentuale ridotta, possa essere presente nei pazienti internistici all’inizio del ricovero. Questi pazient potrebbero non essere sottoposti ad alcun trattamento con anticoagulanti, neppure profilattico, quando in realtà necessiterebbero di una terapia anticoagulante a dosi terapeutiche per la presenza della trombosi già all’ingresso in reparto.

I pazienti studiati sono stati 1340 di cui 26 (1.9 %) presentavano una TVP asintomatica all’ingresso in reparto. Durante il follow up 144 pazienti sono stati esclusi perché il loro ricovero era durato meno di 5 giorni. I rimanenti 1140 pazienti sono stati studiati e sottoposti a CUS. Un totale di 250 pazienti (21%) veniva trattato con profilassi anticoagulante per via parenterale mentre i rimanenti 920 (79%) non ricevevano alcun trattamento anticoagulante. La durata del ricovero è risultata di 13 + 8 giorni. I pazienti sottoposti a profilassi anticoagulante presentavano fattori di rischio per tromboembolismo venoso come cancro, scompenso cardiaco, polmoniti, insufficienza respiratoria, insufficienza renale, precedenti episodi di TVP, ridotta mobilità ed età anziana.

Durante l’ospedalizzazione 3 pazienti con CUS negativa all’ingresso hanno presentato una TVP (0.025 %). È da notare che 2 di loro erano in profilassi anticoagulante. Gli autori concludono suggerendo che un nuovo approccio diagnostico per TVP è necessario nei pazienti che giungono al ricovero in un reparto di Medicina Interna e che una rivisitazione della profilassi anticoagulante è necessaria. Questo studio è importante perché per la prima volta dimostra come la TVP, pur se asintomatica e in percentuale ridotta, possa essere presente nei pazienti internistici all’inizio del ricovero.

Da un punto di vista pratico questi pazienti, non essendo affetti da una patologia acuta che prevede la profilassi anti-trombotica, potrebbero non essere sottoposti ad alcun trattamento con anticoagulanti, neppure profilattico, quando in realtà necessiterebbero di una terapia anticoagulante a dosi terapeutiche per la presenza della trombosi già all’ingresso in reparto. Il dosaggio del D-dimero all’ingresso potrebbe essere utile per individuare questo tipo di pazienti anche se questo esame di laboratorio è sì sensibile ma purtroppo assai poco specifico risultando elevato in molte condizioni, compresa l’età anziana.

È difficile pensare all’utilizzo della CUS in ogni paziente che viene ricoverato pur se l’esecuzione di questa metodica è semplice e non richiede molto tempo.


Bibliografia

  1. Loffredo L, Arienti V, Vidili G, Cogliati C, Battaglia S, Perri L, Di Giulio R, Bernardini S, Summa ML, Sciacqua A, Perticone F, Boddi M, Di Minno G, Lodigiani C, Pietrangelo A, Farcomeni A, Violi F; AURELIO Study roup. Low Rate of Intrahospital Deep Venous Thrombosis in Acutely Ill Medical Patients: Results From the AURELIO Study. Mayo Clin Proc 2019;94:37-43.

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