Dopo un episodio di trombosi venosa profonda, il rischio di sanguinamento influenza la durata del trattamento anticoagulante. I ricercatori del registro START2 Register hanno preso in esame lo score dell’American College of Chest Physician...

(ACCP) come parametro guida nella decisione del clinico di intraprendere o meno una terapia anticoagulante estesa nei pazienti con tromboembolismo venoso (TEV). Ne è emerso che questo score ha un basso valore predittivo del rischio di sanguinamento.

Le linee guida della American College of Chest Physicians (ACCP) propongono uno score per definire quando è indicato prolungare a tempo indefinito il trattamento anticoagulante dopo un episodio idiopatico di trombosi venosa profonda e/o embolia polmonare.

I ricercatori dello studio italiano (Palareti et al.) hanno utilizzato lo score ACCP per verificare la sua efficacia predittiva del rischio emorragico in una coorte di 2.263 pazienti in terapia anticoagulante cronica presenti nel registro START2 Register. Di questi pazienti 1.522 erano trattati con anti-vitamina K (AVK), i restanti erano trattati con anticoagulanti orali diretti (NAO).

Più della metà dei pazienti (53%) rientrava nella categoria ad alto rischio, secondo lo score ACCP. Nonostante ciò, una proporzione più alta di questi pazienti ha ricevuto il trattamento anticoagulante esteso per più di un anno rispetto ai pazienti in categorie a rischio più basso. Durante il periodo esaminato (3.130 anni di trattamenti totali - mediana 12 mesi [range interquartile 6, 24]) nella coorte si sono verificati 48 episodi emorragici (1.7%/anno e 0.95%/anno rispettivamente nelle categorie ad alto e a basso rischio). La c-statistic dello score ACCP è di 0.55 (0.48–0.63), 0.50 (0.42–0.58) e 0.56 (0.48–0.64) rispettivamente nei gruppi a rischio basso, moderato e alto.

Si è osservata un’incidenza di sanguinamento più alta durante i primi 90 giorni di trattamento rispetto al periodo successivo, con un andamento simile tra le tre categorie. Durante i primi tre mesi di osservazione l’incidenza di sanguinamento non differiva tra i gruppi AVK o NAO. Tuttavia, nel periodo immediatamente successivo, l’incidenza emorragica è risultata leggermente più bassa nel gruppo NAO (0.5%/anno vs. 1.4%/anno degli AVK).

Conclusioni
Lo studio ha osservato un’incidenza di sanguinamento piuttosto bassa durante il trattamento esteso. Il valore dell’ACCP score nel predire manifestazioni emorragiche è risultato un parametro insufficiente a guidare una decisione clinica se estendere o meno il trattamento. È necessario pertanto sviluppare nuovi strumenti di predizione del rischio emorragico durante la terapia anticoagulante nei pazienti con TEV.


Bibliografia

Palareti G, Antonucci E, Mastroiacovo D, Ageno W, Pengo V, Poli D, Testa S, Tosetto A, Prandoni P. The American Collegeof Chest Physician score to assess the risk of bleeding during anticoagulation in patients with venous thromboembolism.J Thromb Haemost2018; https://doi.org/10.1111/jth.14253

Redazione

Anticoagulazione.it

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