Studio OCEAN: ASA, DOAC o nessuno dei due dopo ablazione transcatetere per fibrillazione atriale?
Di Vittorio Pengo | 10 Dicembre 2025 | 0
Ultima modifica: 11 Dicembre 2025
Lo studio OCEAN, recentemente pubblicato sul NEJM, ha confrontato gli esiti del trattamento anticoagulante con rivaroxaban ed antiaggregante con ASA in pazienti sottoposti con successo ad ablazione transcatetere per fibrillazione atriale.
Studio ALONE-AF: anticoagulare a lungo termine oppure no dopo l’ablazione per fibrillazione atriale?
Di Vittorio Pengo | 10 Dicembre 2025 | 0
Ultima modifica: 11 Dicembre 2025
Lo Studio ALONE-AF ha indagato se l'interruzione della terapia anticoagulante migliora la sicurezza post-ablazione per fibrillazione atriale.
Continuiamo insieme!
Di Vittorio Pengo | 20 Agosto 2025 | 0
Ultima modifica: 21 Agosto 2025
Migliorare le condizioni di vita dei pazienti è stata la missione principale del prof. Gualtiero Palareti durante tutta la sua vita professionale. Questa missione è stata realizzata organizzando e realizzando molti studi indipendenti che hanno validato nuovi approcci terapeutici di cui moltissimi pazienti nel mondo hanno potuto beneficiare.
Protesi valvolari cardiache meccaniche: perché si usa il warfarin e non i DOAC
Di Vittorio Pengo | 16 Ottobre 2024 | 6
Ultima modifica: 25 Febbraio 2025
Nonostante il diffuso utilizzo degli anticoagulanti orali diretti (DOAC) per molte indicazioni cliniche, nel caso delle protesi cardiache valvolari meccaniche il pilastro della terapia anticoagulante rimane il trattamento con farmaci anti-vitamina K (AVK), come il warfarin (Coumadin® o Sintrom®). Il diverso meccanismo con cui si forma il trombo in presenza di materiale protesico, che coinvolge fattori della coagulazione inibiti dagli AVK (ma non dai DOAC), può essere alla base della maggiora efficacia del warfarin evidenziata negli studi clinici.
Nuovi criteri classificativi ACR/EULAR per la sindrome da anticorpi antifosfolipidi
Di Vittorio Pengo | 8 Febbraio 2024 | 0
Ultima modifica: 10 Gennaio 2025
Sono stati recentemente pubblicati i nuovi criteri classificativi per la sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) dell’American College of Rheumatology (ACR) ed European League Against Rheumatism (EULAR) (1). Il prof. Vittorio Pengo, coautore del documento, ci ha aiutato a mettere in luce gli aspetti più significativi di questo aggiornamento.
Perchè ancora Coumadin?
Di Vittorio Pengo | 2 Novembre 2023 | 0
Ultima modifica: 21 Novembre 2024
Nonostante l’ampio utilizzo degli anticoagulanti orali diretti (DOAC), esistono condizioni cliniche, come la presenza di protesi valvolari cardiache meccaniche e la sindrome da anticorpi antifosfolipidi ad alto rischio (triplice positività), in cui questi farmaci non si sono dimostrati sufficientemente efficaci e che pertanto richiedono ancora il trattamento con warfarin (Coumadin®) o, meno comunemente, acenocumarolo (Sintrom®). Recenti studi hanno inoltre dimostrato che anche in presenza di malattia cardiaca reumatica con fibrillazione atriale o di protesi valvolari aortiche On-X, considerate a basso rischio trombotico, il warfarin rimane la scelta terapeutica migliore.
Come migliorare la diagnosi della sindrome da anticorpi antifosfolipidi
Di Vittorio Pengo | 29 Giugno 2023 | 0
Ultima modifica: 28 Giugno 2024
La diagnosi della sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) richiede la presenza di un criterio clinico (trombosi o morbilità gravidica) e un test di laboratorio costantemente positivo tra quelli che esplorano la presenza di anticorpi antifosfolipidi (aPL) [Lupus Anticoagulant (LA), anti-cardiolipina IgG/IgM (aCL) e anti β2-glicoproteina I (aβ2GPI)].
Andexanet alfa come antidoto contro i DOAC
Di Vittorio Pengo | 20 Aprile 2023 | 0
Ultima modifica: 27 Gennaio 2025
La gestione dei sanguinamenti maggiori in corso di terapia con anticoagulanti orali diretti (DOAC)...
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