Riservato ai PROFESSIONISTI
Monoterapia anticoagulante vs monoterapia antipiastrinica dopo TAVI
Di Paolo Prandoni | 31 Agosto 2026 | 0
Ultima modifica: 3 Settembre 2026
Lo studio ACASA-TAVI, appena presentato al congresso ESC 2026 e pubblicato su JAMA, affronta un quesito clinico sempre più frequente: la terapia con anticoagulanti orali diretti può offrire un vantaggio clinico per i pazienti sottoposti a TAVI per stenosi aortica severa?
Riservato ai PROFESSIONISTI
Sicurezza dell’astensione da aspirina a seguito di rivascolarizzazione coronarica in pazienti con STEMI
Di Paolo Prandoni | 31 Agosto 2026 | 0
Ultima modifica: 3 Settembre 2026
I risultati dello studio PREMIUM, che ha confrontato prasugrel in monoterapia verso aspirina+prasugrel dopo rivascolarizzazione per infarto miocardico acuto (STEMI), sono stati presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia e contestualmente pubblicati sul New England Journal of Medicine.
Milvexian in combinazione con terapia antipiastrinica nella sindrome coronarica acuta
Di Paolo Prandoni | 31 Agosto 2026 | 0
Ultima modifica: 3 Settembre 2026
L'aggiunta di milvexian alla terapia antipiastrinica standard dopo una sindrome coronarica acuta non è risultata ridurre gli eventi cardiovascolari maggiori secondo lo studio LIBREXIA ACS, appena presentato al congresso della Società europea di Cardiologia 2026 e pubblicato sul New England Journal of Medicine.
Efficacia dei DOAC nei soggetti con fibrillazione atriale a rischio intermedio di complicanze cardioemboliche (SINGLE-AF)
Di Paolo Prandoni | 31 Agosto 2026 | 0
Ultima modifica: 31 Agosto 2026
Presentato al congresso dell' European Society of Cardiology (ESC) 2026 lo studio SINGLE-AF. Il lavoro, pubblicato sul New England Journal of Medicine, supporta efficacia e sicurezza dei DOAC nei soggetto con fibrillazione atriale a rischio intermedio.
When Venous Thrombosis May Hide an Underlying Cancer
Di Stefania Cavazza | 20 Agosto 2026 | 0
Ultima modifica: 21 Agosto 2026
When a deep vein thrombosis or pulmonary embolism occurs without apparent causes (unprovoked venous thromboembolism, VTE), a question often arises: could there be a hidden tumour? The scientific community has long debated the value of searching for it through extensive diagnostic testing. Two new studies, one of which was presented at the 2026 International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH) Congress, highlight the importance of an “individualized” diagnostic pathway guided by clinical judgment. But there are many new developments brewing—from risk scores to proteomics to liquid biopsy—to help identify which patients truly warrant further diagnostic investigations.
Quando la trombosi venosa può nascondere un tumore
Di Stefania Cavazza | 19 Agosto 2026 | 0
Ultima modifica: 21 Agosto 2026
Quando una trombosi venosa profonda o un’embolia polmonare si presenta senza cause apparenti (tromboembolismo venoso non provocato) scatta spesso un dubbio: potrebbe esserci un tumore nascosto? Da tempo la comunità scientifica discute su quanto sia utile cercarlo con esami approfonditi. Due nuovi studi, uno dei quali presentato al Congresso dell’ International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH) 2026, sottolineano l’importanza di un percorso diagnostico “individualizzato” guidato dal giudizio clinico. Ma sono molte le novità che “bollono in pentola” -dagli score di rischio, alla proteomica, alla biopsia liquida- per aiutare ad identificare chi merita approfondimenti diagnostici.

