Presentato al congresso dell' European Society of Cardiology (ESC) 2026 lo studio SINGLE-AF. Il lavoro, pubblicato sul New England Journal of Medicine, supporta efficacia e sicurezza dei DOAC nei soggetto con fibrillazione atriale a rischio intermedio.

Allo scopo di valutare efficacia e sicurezza dell’anticoagulazione orale (DOAC) in pazienti con fibrillazione atriale a rischio intermedio di ictus (CHA2DS2-VASc 1 negli uomini, 2 nelle donne), è stato eseguito uno studio multicentrico, randomizzato, open-label, con valutazione cieca degli eventi (1).

Sono stati arruolati 1803 pazienti in Corea del Sud, di cui 902 assegnati ai DOAC e 901 all’assenza di terapia anticoagulante. Come si può vedere nel grafico accluso, l’endpoint primario (rappresentato da un composito di ictus, embolia sistemica, sanguinamento maggiore o morte cardiovascolare a 24 mesi) si è verificato nello 0,5% dei pazienti assegnati ai DOAC e nell’1,5% del gruppo di controllo. Episodi di ictus ischemico si sono verificati rispettivamente nello 0,3% e nell’1,1%. Embolia sistemica e sanguinamento maggiore sono risultati similmente bassi in entrambi i gruppi. Nessuna morte cardiovascolare in entrambi i gruppi.

Nonostante alcuni limiti, essenzialmente rappresentati dal basso numero di eventi, dal disegno open-label e dall’esecuzione in una popolazione esclusivamente asiatica, i risultati dello studio permettono di concludere che nei pazienti con fibrillazione atriale a rischio intermedio di ictus la terapia con DOAC riduce il rischio di eventi clinici maggiori senza aumentare in modo apprezzabile il rischio emorragico.

 

Bibliografia
  1. Kim D, Lee YS, Shim J, et al. Anticoagulation for atrial fibrillation with intermediate stroke risk. N Engl J Med 2026 Aug 28. DOI: 10.1056/NEJMoa2607978 [Epub ahead of print].

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