La sindrome post trombotica: quello che si deve sapere
Di Stefania Cavazza | 24 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 27 Settembre 2025
Circa un terzo dei pazienti che ha sofferto di un episodio di trombosi venosa profonda va incontro, negli anni successivi, all’insorgenza di sintomi all’arto interessato che nel 10% dei casi possono essere severi, come gonfiore, dolore cronico ed ulcerazioni difficili da curare. Si tratta di “sindrome post trombotica”. Molto si può fare in termini di prevenzione, ma è necessario conoscere il problema. In questo articolo vogliamo fornire un breve vademecum che possa essere di aiuto per riconoscerla e prevenirla.
Riservato ai PROFESSIONISTI
Trattamento delle ulcere venose croniche
Di Redazione | 24 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 25 Settembre 2025
Le ulcere venose croniche (UVC) sono la complicanza severa più frequente della trombosi venosa profonda e lo stadio evolutivo più avanzato della sindrome post trombotica. La presenza di ulcere venose croniche, che tendono a recidivare anche dopo la cura, costituisce un problema spesso invalidante per il paziente che può richiedere un approccio multidisciplinare.
Compressione elastica dopo una trombosi venosa profonda: quale, quanto a lungo e con quali vantaggi
Di Redazione | 24 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 25 Settembre 2025
Sabina Villalta, direttrice dell’Unità Operativa di Medicina dell’Ospedale di Castelfranco Veneto, ha illustrato al 9° Convegno di Fondazione Arianna Anticoagulazione, lo stato dell’arte sull’utilizzo della calza elastocompressiva per la cura della trombosi venosa profonda e la prevenzione della sindrome post trombotica, una complicanza che manifestarsi in modo invalidante nel 5% dei soggetti che hanno superato un episodio tromboembolico venoso ad un arto. Il video dell’intervento della dott.ssa Villalta è disponibile su anticoagulazione.it
Da Madrid: i sette fratelli dell’ESC 2025
Di Paolo Prandoni | 12 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 28 Settembre 2025
Si è da poco concluso l’annuale congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), nel corso della quale sono stati presentati, e contestualmente pubblicati nelle maggiori riviste internazionali della Medicina Clinica, i risultati di ben sette contributi dedicati alla gestione, prevenzione e cura di affezioni cardiovascolari con particolare riferimento al valore ed ai limiti di provvedimenti antitrombotici. Dato il potenziale interesse per i cultori della Medicina Vascolare e la rilevanza delle implicazioni per la pratica clinica quotidiana, vediamo di farne un rapido riepilogo.
ESC 2025 Madrid: nuove prospettive nella terapia antitrombotica
Di Gentian Denas | 10 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 25 Settembre 2025
La prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale e l’ottimizzazione della terapia antitrombotica nella sindrome coronarica sono in continua evoluzione. Al congresso annuale della Società Europea della Cardiologia (ESC 2025) tenutosi a Madrid, tre degli studi presentati hanno riportato dati sulla terapia anticoagulante per un approccio più centrato sul paziente.
Emorragie in corso di anticoagulanti orali: cosa succede in PS? Lo studio Galeno
Di Stefania Cavazza | 3 Settembre 2025 | 4
Ultima modifica: 4 Settembre 2025
Un recente studio osservazionale italiano ha documentato come il 60% dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali anti-vitamina K che si recano in PS per emorragia severa non riceva alcun trattamento per ripristinare l’assetto coagulativo. Estremamente eterogenea anche la gestione dei pazienti in trattamento con anticoagulanti orali diretti, che solo raramente ricevono interventi di reversal del farmaco anticoagulante.
Impatto del sesso femminile sul rischio di emorragia in soggetti con tromboembolismo venoso
Di Paolo Prandoni | 3 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 4 Settembre 2025
Una recente analisi del registro internazionale GARFIELD VTE ha rilevato significative differenze tra sesso femminile e maschile nel rischio di complicanze emorragiche in corso di terapia anticoagulante, evidenziando l'importanza di un approccio personalizzato nella gestione del TEV, soprattutto per quanto riguarda la durata della terapia.
Dosi preventive di apixaban per la prevenzione estesa del TEV in soggetti con TEV provocato in presenza di fattori persistenti di rischio
Di Paolo Prandoni | 3 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 4 Settembre 2025
È sufficiente classificare un evento di tromboembolismo venoso come “provocato” per sospendere l’anticoagulazione dopo un primo periodo di trattamento? Lo studio HI PRO appena pubblicato sul NEJM evidenzia l’importanza di approfondire i fattori di rischio per recidiva persistenti, anche se minori, perché possono fare la differenza, soprattutto se molteplici.

