I risultati dello studio osservazionale START2 relativi a cinquecento pazienti con positività persistente agli anticorpi antifosfolipidi (aPL) seguiti nei principali Centri Trombosi italiani sono stati presentati al congresso ISTH2026 e pubblicati su Thrombosis Research.
Di particolare interesse sono i pazienti (circa un terzo della coorte), con positività confermata nel tempo ad uno o più aPL, in assenza di manifestazioni cliniche tipiche della sindrome da anticorpi antifosfolipidi (“carriers”), il cui decorso clinico e la conseguente gestione terapeutica rimane aperta a numerosi interrogativi.
Sono stati inclusi pazienti che disponevano sia di una misurazione basale che a distanza di almeno 12 settimane di tutti e tre i tipi di anticorpi antifosfolipidi: lupus anticoagulant o LA, anticorpi anticardiolipina(aCL) e anti-β2-glicoproteina I (aβ2GPI). 341 persone erano classificate come affette da sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) e 159 come “carriers” .
La distribuzione dei profili anticorpali non differiva tra APS e carriers: la triplice positività è stata riscontrata nella maggioranza dei casi in entrambi i gruppi (43% vs 44%); la doppia positività nel 13% vs 12%. In pochi casi la singola positività agli aCL o, ancora più raro, agli aβ2GPI si è confermata ad una successiva determinazione a distanza
“La positività persistente di aCL o aβ2GPI isolati era rara, evidenziando che spesso questi risultati isolati—soprattutto a bassi titoli—non si confermano nel tempo risultando quindi falsi positivi- ha spiegato il professor Vittorio Pengo, coordinatore del registro START2 sugli antifosfolipidi.
Piuttosto comune invece la presenza di LAC isolato, presente nel 23% dei pazienti con APS e nel 30% dei carriers. In questa coorte i soggetti con la sindrome che presentavano la sola positività del LAC sono quelli che hanno manifestato la prevalenza più elevata di tromboembolismo venoso (67%), addirittura superando i pazienti con triplice positività ( 50%).
“Questa osservazione è coerente con la spiegazione che l’attività LA spesso riflette gli anticorpi anti-fosfatidilserina/protrombina (aPS/PT) , che hanno dimostrato di indurre resistenza acquisita alla proteina C attivata e promuovere la trombosi venosa”- hanno spiegato gli autori.
Cionondimeno, diagnosticare correttamente la presenza del LAC, senza incorrere in falsi positivi e negativi rimane una sfida per il laboratorio, nonostante le recenti indicazioni dell’ISTH (2)
Le trombosi arteriose erano distribuite più omogeneamente attraverso i diversi profili sierologici (singola, duplice o triplice positività), suggerendo che i fattori di rischio cardiovascolari tradizionali giochino ancora una ruolo determinante nelle manifestazioni arteriose della sindrome
Come sono stati trattati i pazienti
La maggior parte (62%) dei pazienti che hanno subito un episodio di tromboembolismo venoso (TEV) sono stati trattati con wafarin, una minoranza ha assunto anticoagulanti orali diretti (DOAC) per motivi spesso legati alle incertezze sul trattamento e alle difficoltà o al rifiuto da parte dei pazienti di assumere warfarin; sorprendentemente l’11% dei pazienti con TEV è stato trattato con aspirina (ASA).
Molto eterogeneo anche il trattamento dei pazienti che hanno subito trombosi arteriose, ad indicare le attuali incertezze sul trattamento, soprattutto in quegli scenari in cui l’attribuzione della trombosi alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi è incerta.In particolare, il 51% dei soggetti è stato trattato con warfarin, il 37% con ASA e casi sporadici con DOAC o altro.
Circa metà dei carriers, soprattutto quelli con profili sierologici ad alto rischio (come la triplice positività), hanno ricevuto aspirina in profilassi primaria.
Work in progress…
Successivi dati dal registro START2 in merito al follow up di questi pazienti forniranno importanti informazioni sul decorso clinico, in particolare dei carriers, e sugli esiti delle strategie terapeutiche.
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Bibliografia
- Pengo V, Poli D, Sarti L, et al. Descriptive analysis of the Nationwide START2 antiphospholipid registry: Clinical and laboratory characteristics of patients with persistently positive antiphospholipid antibodies. Thrombosis Research 2026 https://doi.org/10.1016/j.thromres.2026.109786.
- Devreese KMJ, de Groot PG, de Laat B, et al. Updated guidelines for lupus anticoagulant
detection. J Thromb Haemost. 2020;18:2828–2839.
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