Come affrontare e cosa aspettarsi da una gravidanza a rischio di recidiva di tromboembolica
Di Davide Santagata | 28 Maggio 2025 | 1
Ultima modifica: 29 Maggio 2025
La gravidanza rappresenta una condizione fisiologica associata a un aumentato rischio di malattia tromboembolica venosa. Questo rischio può arrivare ad essere fino a 4-5 volte superiore rispetto al rischio presente nella popolazione femminile in età fertile, ed è più elevato nel periodo immediatamente successivo al parto. Alcune condizioni, come un pregresso episodio di tromboembolismo venoso (TEV), identificano le donne cui prestare maggiore attenzione con la possibile necessità di una profilassi farmacologica antitrombotica mirata.
Terapia anticoagulante in gravidanza in portatrici di valvola cardiaca meccanica: “position paper” FCSA
Di Stefania Cavazza | 25 Luglio 2024 | 0
Ultima modifica: 25 Luglio 2024
È stato appena pubblicato il documento di consenso della Federazione Italiana dei Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche (FCSA) sulla gestione della terapia anticoagulante nelle donne in gravidanza portatrici di valvola cardiaca meccanica (1)
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Idrossiclorochina per prevenire le complicanze ostetriche della sindrome da anticorpi antifosfolipidi?
Di Stefania Cavazza | 17 Luglio 2024 | 0
Ultima modifica: 18 Luglio 2024
I risultati positivi di una meta-analisi degli studi sull’utilizzo di idrossiclorochina per prevenire le gravi complicanze della gravidanza che possono verificarsi nella sindrome da anticorpi antifosfolipidi ad alto rischio sono stati presentati al Congresso dell’ISTH2024 a Bangkok. Nonostante i limiti del lavoro, che ha coinvolto solo studi osservazionali, la ricerca fornisce importanti spunti di approfondimento.
Profilassi del tromboembolismo venoso in gravidanza
Di Benilde Cosmi | 15 Febbraio 2024 | 0
Ultima modifica: 6 Marzo 2025
La gravidanza e le prime sei settimane dopo il parto (puerperio) sono condizioni che espongono le donne ad un maggiore rischio di tromboembolismo venoso. Tuttavia, solo quando coesistono anche altri fattori predisponenti, tale rischio è così elevato da richiedere una profilassi antitrombotica.

