Fibrillazione atriale: nei grandi anziani è sempre indicato anticoagulare?

Di | 10 Luglio 2025 | 0
Ultima modifica: 10 Luglio 2025

La domanda è quella che si pongono gli autori di una recente review pubblicata sul British Medical Journal, i quali riassumono le considerazioni di una comunità scientifica che sempre più spesso inizia a mettere in discussione il “dogma” dell’anticoagulazione “per sempre” nella persona anziana affetta da fibrillazione atriale, ma anche quello del “one size fits all” che ha dominato l’utilizzo degli anticoagulanti orali diretti (DOAC) dalla loro immissione in commercio (1).

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Gestione delle emorragie in terapia anticoagulante: aggiornamento sull’uso di antidoti e concentrati protrombinici

Di | 25 Maggio 2025 | 0
Ultima modifica: 25 Agosto 2025

In Italia, oltre due milioni e mezzo di persone sono in terapia cronica con anticoagulanti orali, il 2-3% delle quali presenta un episodio di emorragia maggiore ogni anno, con elevati tassi di mortalità e disabilità permanente. La corretta gestione di queste emergenze, alla luce dei più recenti dati della letteratura, è stata affrontata dal Prof. Marco Donadini dell'Università dell'Insubria, al 9° Convegno di Fondazione Arianna Anticoagulazione e anticoagulazione.it

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Livelli plasmatici di DOAC in pazienti in terapia con dosi ridotte: cosa dice lo studio MAS

Di | 12 Settembre 2024 | 1
Ultima modifica: 10 Gennaio 2025

Una sub analisi dello studio MAS, appena pubblicata sull’International Journal of Cardiology, ha evidenziato come dosi ridotte di anticoagulanti orali diretti (DOAC) non siano sufficienti ad evitare livelli plasmatici di farmaco eccessivamente elevati o ridotti. Nello studio, i pazienti con fibrillazione atriale non valvolare in terapia con dosi ridotte hanno avuto la maggiore incidenza di eventi emorragici o trombotici (1).

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Emorragie precoci associate a livelli plasmatici elevati di DOAC in pazienti con fibrillazione atriale: ancora novità dallo studio MAS

Di | 6 Giugno 2024 | 1
Ultima modifica: 6 Novembre 2024

Utilizzare dosi ridotte di anticoagulanti orali diretti (DOAC) non è sufficiente ad evitare che in un certo numero di pazienti siano raggiunti alti livelli plasmatici del farmaco, con associato un aumento del rischio emorragico nei primi tre mesi di trattamento anticoagulante, periodo nel quale il rischio di emorragia è già più elevato. La misurazione dei livelli plasmatici dei DOAC all’inizio della terapia potrebbe essere di utilità per evitare questo problema e migliorare ulteriormente l’efficacia e la sicurezza di questi farmaci.

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Si ringrazia la McMaster University
per la gentile concessione