PROFILASSI E TERAPIE » TERAPIA DELLA TROMBOSI VENOSA

TEV ad alto rischio di recidiva: le dosi ridotte di DOAC per la prevenzione secondaria sono utilizzate nella pratica clinica, ma con quali esiti?

Di | 20 Agosto 2025 | 0
Ultima modifica: 21 Agosto 2025

Secondo una analisi del registro osservazionale START2 di Fondazione Arianna Anticoagulazione, appena pubblicata sul Journal of Trombosis and Haemostasis, pazienti ad alto rischio di ricorrenza di tromboembolismo venoso (TEV) con una storia di TEV non provocato recidivante e\o con trombofilia severa, trattati a lungo termine (dopo il primo periodo di trattamento con dosi standard per un episodio acuto) con dosi ridotte di anticoagulanti orali diretti (DOAC), hanno mostrato un basso rischio sia di nuovi episodi di TEV che di sanguinamento (1).

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Riservato ai PROFESSIONISTI

Durata ottimale della terapia anticoagulante dopo un primo evento tromboembolico

Di | 19 Agosto 2025 | 0
Ultima modifica: 25 Agosto 2025

La durata ottimale della terapia anticoagulante dopo un primo evento di tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda e\o embolia polmonare) è una questione ancora aperta. L'attento bilancio, nel lungo termine, tra rischio di recidiva tromboembolica se viene sospesa la terapia anticoagulante e rischio di emorragia se viene continuata, richiede una approfondita ed esperta valutazione da parte del medico. Durante il 9° Convegno di Fondazione Arianna Anticoagulazione e anticoagulazione.it, la prof.ssa Benilde Cosmi, direttrice della Divisione di Angiologia e Malattie della Coagulazione, IRCSS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Università di Bologna, ha discusso i dati più recenti della letteratura alla luce della lunga esperienza clinica e di ricerca maturata in questo ambito. Di seguito il video completo dell'intervento.

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Trombosi venose ovariche

Di | 22 Maggio 2025 | 0
Ultima modifica: 22 Maggio 2025

Nonostante la loro relativa rarità, le trombosi delle vene ovariche possono costituire una severa complicanza del parto, di interventi chirurgi o di neoplasie pelviche. La comprensione dei fattori di rischio, della presentazione clinica, delle possibilità diagnostiche e, soprattutto, terapeutiche è limitata dalla scarsità delle evidenze scientifiche disponibili. Tuttavia, recenti lavori di revisione e metanalisi della letteratura disponibile forniscono importanti informazioni, a disposizione del clinico.

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Si ringrazia la McMaster University
per la gentile concessione