Compressione elastica dopo una trombosi venosa profonda: quale, quanto a lungo e con quali vantaggi
Di Redazione | 24 Settembre 2025 | 0
Ultima modifica: 25 Settembre 2025
Sabina Villalta, direttrice dell’Unità Operativa di Medicina dell’Ospedale di Castelfranco Veneto, ha illustrato al 9° Convegno di Fondazione Arianna Anticoagulazione, lo stato dell’arte sull’utilizzo della calza elastocompressiva per la cura della trombosi venosa profonda e la prevenzione della sindrome post trombotica, una complicanza che manifestarsi in modo invalidante nel 5% dei soggetti che hanno superato un episodio tromboembolico venoso ad un arto. Il video dell’intervento della dott.ssa Villalta è disponibile su anticoagulazione.it
Sindrome post trombotica: si può prevenire?
Di Redazione | 6 Agosto 2025 | 0
Ultima modifica: 7 Agosto 2025
Quando parliamo di sindrome post-trombotica (SPT) ci riferiamo ad una serie di disturbi come la comparsa di ulcere, dolore, gonfiore e alterazioni del colore della cute, che possono insorgere a distanza di tempo nell’arto che ha subito una trombosi venosa profonda. La presenza di un residuo trombotico (ovvero di un "residuo" del trombo che è diventato come una "cicatrice" all'interno del vaso sanguigno) può aumentare il rischio che si manifesti la SPT. Alcuni accorgimenti possono ridurre questo rischio. Siamo partiti dai commenti dei lettori per chiarire alcuni concetti.
Elastocompressione “leggera” per la prevenzione della sindrome post-tromboflebitica? Risultati ed implicazioni dello studio CELEST
Di Paolo Prandoni | 19 Gennaio 2023 | 0
Ultima modifica: 8 Agosto 2025
Lo studio CELEST ha documentato che l’utilizzo routinario di calza elastica a compressione minore (25 mmHg) può essere efficace come quella a compressione più elevata (35 mmHg) per la prevenzione della sindrome post-tromboflebitica. Il risultato è legato alla maggiore aderenza alla terapia elastocompressiva nel gruppo di pazienti che indossavano una calza più “leggera”.

