La gestione del paziente con patologia acuta, anche severa, al domicilio è una realtà sempre più frequente. In tal caso il rischio di tromboembolismo venoso è paragonabile a quello del paziente ospedalizzato ma gli studi sulla profilassi antitrombotica in questo contesto clinico sono carenti e difficili da effettuare, lasciando il medico privo di precise indicazioni da parte delle linee guida. Il prof. Paolo Prandoni ha condiviso con noi il suo punto di vista da esperto.
Il contenuto completo è disponibile solo dopo aver effettuato il LOG IN.
Se non ti sei ancora registrato, puoi farlo in QUESTA PAGINA.
Se hai effettuato il LOG IN ma non accedi ancora a questo contenuto, forse è un contenuto riservato esclusivamente ai medici (verifica se riporta la scritta Articolo per Professionisti) oppure è un contenuto a pagamento (PREMIUM).


Cosa fare nel soggetto sano , senza alcuna terapia farmacologica, non anziano , costretto all’immobilita’ semplicemente da apparecchio gessato ?
Benché non ci siano indicazioni univoche al riguardo, l’orientamento personale e quello generale, che scaturisce dagli studi disponibili, sono a sostegno di una profilassi con basse dosi di eparina a basso pm (o fondaparinux) o dosi preventive di un inibitore del Xa in tutti i casi (e per tutto il tempo) in cui il gesso non consente la deambulazione. Quindi certamente no per i casi di frattura delle ossa del piede o delle ossa dell’arto superiore, certamente si per i casi di frattura di tibia, perone, ginocchio o femore.
Un cordiale saluto
P. Prandoni