Trial ALONE-AF
Il trial ALONE‑AF (1) ha affrontato una delle domande più dibattute in elettrofisiologia: è davvero necessario continuare l’anticoagulazione orale a lungo termine dopo un’ablazione di fibrillazione atriale riuscita? Lo studio sudcoreano, che ha arruolato 840 pazienti senza recidive di aritmia per almeno un anno, ha dimostrato che sospendere la terapia anticoagulante riduce il rischio di eventi clinici avversi, soprattutto grazie a una netta diminuzione dei sanguinamenti, senza aumentare significativamente il rischio di ictus o embolia. Un risultato che suggerisce come, per alcuni pazienti selezionati sottoposti ad ablazione di fibrillazione atriale, la terapia a lungo termine possa essere rivista.
Fibrillazione atriale: chiusura auricola vs DOAC
Un secondo contributo (2) rilevante è giunto dall’analisi comparativa tra la chiusura percutanea dell’auricola sinistra (LAAO) e la terapia con anticoagulanti diretti (DOAC). Lo studio, condotto su oltre 1.800 pazienti abbinati per caratteristiche cliniche (propensity score), ha evidenziato un rischio più elevato di ictus ischemico in pazienti sottoposti a LAAO, senza differenze sostanziali in termini di mortalità o sanguinamenti, concludendo che i DOAC restano la prima scelta nella maggior parte dei pazienti con fibrillazione atriale, lasciando la LAAO a un ruolo limitato in pazienti ben selezionati.
Sindrome coronarica cronica: trial AQUATIC
Infine, il trial AQUATIC (3), ha trasmesso un messaggio importante per i pazienti con sindrome coronarica cronica stabile e alto rischio aterotrombotico già in terapia anticoagulante. Lo studio randomizzato, condotto in Francia su 872 pazienti con stent coronarico impiantato da oltre sei mesi, è stato interrotto precocemente per un eccesso di mortalità e sanguinamenti nel gruppo che riceveva aspirina aggiuntiva, senza alcun beneficio ischemico. In questi pazienti, la monoterapia anticoagulante appare l’approccio più sicuro ed efficace.
Conclusioni
Nel complesso, i dati presentati a Madrid convergono verso il principio di riduzione della terapia antitrombotica quando possibile, personalizzando le strategie sul profilo del paziente e semplificandone il decorso per trovare un equilibrio più raffinato tra rischio ischemico ed emorragico. Mentre le strategie alternative all’anticoagulazione sono da considerare solo in pazienti selezionati per caratteristiche cliniche. È una rivoluzione silenziosa, ma destinata a orientare le prossime linee guida verso percorsi decisionali più intelligenti, efficaci e sicuri.
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Bibliografia
- Kim D. et al. ALONE‑AF trial: Long-Term Anticoagulation Discontinuation After Catheter Ablation for Atrial Fibrillation. JAMA. 2025.DOI: 10.1001/jama.2025.14679
- ESC Congress 2025. Left atrial appendage occlusion vs DOACs in atrial fibrillation: real-world comparative outcomes. ESC 365. https://esc365.escardio.org/presentation/307482
- Lemesle G. et al. Aspirin in Patients with Chronic Coronary Syndrome Receiving Oral Anticoagulation. NEJM. 2025. DOI: 10.1056/NEJMoa2507532

