Trombosi associata al cancro e medicina di genere: quali sono le differenze legate al sesso biologico?
Di Davide Santagata | 24 Giugno 2026 | 0
Ultima modifica: 25 Giugno 2026
Poco valutate nell'ambito degli studi e poco considerate nella pratica clinica, le differenze di genere possono essere invece un utile strumento nelle mani del medico per valutare in modo personalizzato il rischio di tromboembolismo venoso associato al cancro. Gli autori di una review appena pubblicata spiegano perché e a cosa fare attenzione.
Riservato ai PROFESSIONISTI
Dosi intere o ridotte di DOAC per la prevenzione a lungo termine di recidive tromboemboliche in soggetti con TEV ad alto rischio?
Di Paolo Prandoni | 8 Aprile 2025 | 1
Ultima modifica: 29 Aprile 2026
È sicuro passare ad un DOAC (anticoagulante orale diretto) a dose ridotta, dopo i primi sei mesi di terapia, in pazienti che devono continuare l’anticoagulante perché hanno condizioni (come la trombofilia severa, precedenti episodi di tromboembolismo venoso o la presenza di tumore) che li espongono ad un alto rischio di recidiva? Sono stati appena pubblicati due attesi studi, che hanno fornito importanti informazioni in pazienti genericamente ad alto rischio (RENOVE) o affetti da neoplasia (API-CAT).
Riservato ai PROFESSIONISTI
Trombosi venosa associata a cancro: epidemiologia e attuali indicazioni delle linee guida
Di Redazione | 25 Settembre 2024 | 0
Ultima modifica: 29 Aprile 2026
Si parla di trombosi associata al cancro (CAT) quando il tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda in qualsiasi sede ed embolia polmonare) si verifica in un paziente con neoplasia attiva. E’ più frequente nei primi sei mesi dopo la diagnosi di tumore o durante un trattamento antitumorale (1).
Riservato ai PROFESSIONISTI
TEV nel paziente neoplastico con piastrinopenia: come gestire la terapia con eparina a basso peso molecolare
Di Redazione | 31 Luglio 2024 | 0
Ultima modifica: 26 Novembre 2025
Tromboembolismo venoso, neoplasia e piastrinopenia con conseguente alto rischio emorragico sono una combinazione frequente, soprattutto in corso di trattamenti chemioterapici. Come comportarsi in questi casi? Quando è necessario modificare il trattamento anticoagulante e come farlo?

