II benefici dell’attività fisica sull’apparato cardiovascolare e sul miglioramento della qualità della vita sono ben noti.

I benefici dell’attività fisica sull’apparato cardiovascolare e sul miglioramento della qualità della vita sono ben noti. Una recente analisi1 dei dati pubblicati in letteratura da un gruppo di ricercatori californiani ha dimostrato, per la prima volta, l’esistenza di una correlazione tra 3 differenti livelli di intensità di attività fisica ed il rischio di insorgenza di fibrillazione atriale nei due sessi, evidenziando differenze di genere.
Dall’analisi dei dati derivanti da oltre 656.000 partecipanti è emerso come un’attività fisica moderata abbia effetti protettivi sul sistema cardiovascolare determinando una riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, migliorando il controllo della glicemia, i livelli di lipoproteine sieriche e riducendo l’infiammazione sistemica. Al contrario, uno stile di vita sedentario è risultato associato ad un incremento della pressione arteriosa, delle citochine pro-infiammatorie, ad obesità e apnea notturna e ad un aumentato rischio di fibrillazione atriale (FA). Anche l’attività fisica intensa è però risultata associata ad un aumentato rischio di fibrillazione atriale, probabilmente attraverso l’induzione di un’alterazione dell’equilibrio del sistema nervoso simpatico e parasimpatico e di un incremento delle dimensioni dell’atrio che causerebbero FA.
Un’altra interessante osservazione è la differenza di risposta, di uomini e donne, all’attività fisica ad alta intensità. Infatti, in caso di esercizio fisico intenso, l’aumento del rischio di FA è stato osservato solo negli uomini e non nelle donne. Sono state avanzate alcune ipotesi per spiegare queste differenze: minore età delle donne osservate negli studi, minori comorbidità, più breve durata dell’esposizione all’esercizio intenso, impatto degli ormoni sessuali rilasciati in risposta all’esercizio, minore rimodellamento strutturale dell’atrio, minore tono simpatico e pressione arteriosa più bassa.
In conclusione il rischio di FA aumenta in modo significativo con uno stile di vita sedentario mentre si riduce con una moderata attività fisica sia negli uomini che nelle donne. Nel caso di un’attività fisica ad elevata intensità si sono invece osservate importanti differenze di genere. Ulteriori studi sono necessari per chiarire il limite soglia per l’attività fisica negli uomini e nelle donne utile a prevenire la FA senza limitare gli effetti benefici dell’esercizio.

Bibliografia

  1. Mohanty S, Mohanty P, Tamaki M, Natale V, Gianni C et al.. Differential Association of Exercise Intensity With Risk of Atrial Fibrillation in Men and Women: Evidence from a Meta-Analysis. J Cardiovasc Electrophysiol 2016 Jun 1. doi: 10.1111/jce.13023. [Epub ahead of print].

Oriana Paoletti

Dirigente Medico presso il Centro Emostasi e Trombosi - Laboratorio Analisi Chimico Cliniche e Microbiologiche degli "Istituti Ospitalieri" di Cremona

Hai una domanda da porre all'autore dell'articolo?

clicca questo box (la tua domanda sarà letta e risposta privatamente dall'autore senza essere pubblicata sul sito)

Vuoi pubblicare un commento in questa pagina?

il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione del CdR





Codice di sicurezza
Aggiorna

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Link alla Normativa