Molti studi hanno evidenziato come le trombosi venose possano essere la prima manifestazione clinica di una neoplasia occulta.

Uno degli studi che negli anni novanta ha maggiormente contribuito alle nostre conoscenze sull'associazione tra cancro e trombosi venose veniva dalla California.

Da qualche giorno nell’area professionisti è presente un feed rosa come quello che vedete in apertura di questo articolo.

L'Anglo-Scandinavian Cardiac Outcomes Trial (ASCOT), è il più grande studio randomizzato condotto in Europa coinvolgente pazienti con ipertensione arteriosa. Ha arruolato 19.432 pazienti in Inghilterra, Irlanda e Paesi scandinavi e dal 2001 fornisce dati sulla gestione dell'ipertensione e della dislipidemia.

Mentre è nota l’associazione tra la mutazione della protrombina G20210 A e il Fattore V Leiden con un primo episodio di tromboembolismo venoso, rimane incerta l’associazione tra le due mutazioni e un aumento del rischio di ricorrenza di trombosi o embolia polmonare.

Il tromboembolismo venoso (TEV) è una malattia diffusa, che comprende la trombosi venosa profonda (TVP nel 60% dei casi) e l’embolia polmonare (EP, nel 40%). La diagnosi di TEV si basa sul dosaggio dei D-dimeri e su esami strumentali quali l’ecocolordoppler, l’angio-TAC, la scintigrafia polmonare perfusoria.

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