Uno studio esplorativo riguardante 98 pazienti a diversa gravità ricoverati per COVID-19 ha mostrato un buon profilo di sicurezza dell’eparina non frazionata per via inalatoria.

L’aggiornamento delle linee guida pubblicate dall’America College of Chest Physicians (CHEST) ha confermato anche l’indicazione ad utilizzare un dosaggio di profilassi standard di eparina nel paziente critico ricoverato per COVID-19.

L’American College of Chest Physicians (CHEST) ha pubblicato l’atteso aggiornamento delle linee guida1 riguardanti la tromboprofilassi nel paziente non critico ospedalizzato per COVID-19.

Non è chiaro il valore che questo parametro possa avere nella predizione delle complicanze tromboemboliche della malattia da SARS-CoV-2 e nella sua prognosi. Gli studi a disposizione sono retrospettivi e dunque non sono in grado di stabilire una relazione di causa e effetto.

Un nuovo studio ipotizza il meccanismo alla base dell’innalzamento dei valori di D-dimero comunemente riscontrato nel paziente affetto da COVID-19.

Nei pazienti con epatopatia avanzata gli anticoagulanti orali diretti sono controindicati perché questi soggetti non sono stati inclusi nei trial registrativi. Adesso una metanalisi ha valutato le evidenze presenti in letteratura, dimostrando un chiaro vantaggio dei DOAC rispetto agli AVK o all’eparina a basso peso molecolare.

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