II benefici dell’attività fisica sull’apparato cardiovascolare e sul miglioramento della qualità della vita sono ben noti.

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) è una patologia autoimmune ad elevato rischio di complicanze vascolari che insorgono spesso in pazienti giovani. Le trombosi possono essere sia venose (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) che arteriose, soprattutto cerebrali quali attacco ischemico transitorio (TIA) e ictus ischemico, ma anche cardiache e periferiche.

La rivista STROKE1 ha pubblicato i risultati di uno studio condotto in Svezia su di un registro nazionale di oltre 12.000 pazienti con fibrillazione atriale (FA) che sono stati ricoverati a causa di un ictus.

È apparso in questi giorni sulla prestigiosa rivista Lancet Neurology il report del Global Burden of Disease Study1 che ha analizzato i fattori di rischio associato allo stroke in 188 paesi del mondo.

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) é considerata una malattia autoimmune sistemica caratterizzata da trombosi vascolare e/o da un ben definito impegno ostetrico in associazione dalla presenza nel sangue di anticorpi antifosfolipidi come il lupus anticoagulant (LAC) e/o gli anticorpi anticardiolipina (aCL) e/o gli anticorpi anti-β2 Glicoproteina I (anti- β2GPI).

Gli autori dello studio1 hanno esaminato i pazienti ambulatoriali con fibrillazione atriale (FA) che erano stati inseriti nel registro “PINNACLE” della Società Scientifica American College of Cardiology, che ha arruolato pazienti dal gennaio 2008 al dicembre 2012.

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