Da qualche giorno nell’area professionisti è presente un feed rosa come quello che vedete in apertura di questo articolo.

L'Anglo-Scandinavian Cardiac Outcomes Trial (ASCOT), è il più grande studio randomizzato condotto in Europa coinvolgente pazienti con ipertensione arteriosa. Ha arruolato 19.432 pazienti in Inghilterra, Irlanda e Paesi scandinavi e dal 2001 fornisce dati sulla gestione dell'ipertensione e della dislipidemia.

Mentre è nota l’associazione tra la mutazione della protrombina G20210 A e il Fattore V Leiden con un primo episodio di tromboembolismo venoso, rimane incerta l’associazione tra le due mutazioni e un aumento del rischio di ricorrenza di trombosi o embolia polmonare.

Il tromboembolismo venoso (TEV) è una malattia diffusa, che comprende la trombosi venosa profonda (TVP nel 60% dei casi) e l’embolia polmonare (EP, nel 40%). La diagnosi di TEV si basa sul dosaggio dei D-dimeri e su esami strumentali quali l’ecocolordoppler, l’angio-TAC, la scintigrafia polmonare perfusoria.

Quando membri della stessa famiglia sono esposti a un aumentato rischio di TEV (occlusione delle vene profonde delle gambe e embolia polmonare) si parla di trombofilia ereditaria.

Il D-dimero (DD) è un frammento della degradazione della fibrina stabilizzata, operata dalla plasmina, l’enzima chiave della fibrinolisi.

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