Il lavoro, presentato all’ESC di Parigi, chiude i trial che hanno confrontato i quattro anticoagulanti diretti con la terapia a base di AVK e acido acetilsalicilico. La combinazione ha dimostrato una riduzione dei sanguinamenti in pazienti con FA sottoposti con successo a intervento coronarico percutaneo con impianto di stent.

I risultati a un anno dello studio osservazionale condotto in Europa, Asia centrale e Giappone ha fornito dati incoraggianti: l’incidenza di sanguinamenti maggiori, inclusi emorragia intracranica e ictus ischemico è stata generalmente bassa in tutti i gruppi di pazienti, compresi quelli anziani.

Secondo uno studio pubblicato su NEJM che ha coinvolto 2003 pazienti in terapia intensiva, la pratica non ha mostrato benefici tali da giustificare i costi aggiuntivi e il rischio di lesioni.

Per verificare questa ipotesi un gruppo di ricercatori francesi ha analizzato oltre 360 pazienti, concludendo che l'embolia paradossa è probabilmente un importante meccanismo di ictus ischemico in pazienti con PFO e EP concomitanti.

I risultati dello studio AUGUSTUS supportano l’uso di una duplice terapia antitrombotica con un farmaco anticoagulante orale diretto associato a un farmaco antiaggregante inibitore del recettore P2Y12 per minimizzare il rischio di emorragie clinicamente rilevanti.

La molecola sembra essere promettente, con elevate percentuali di riduzione dell’attività anti-Xa e soprattutto di emostasi efficace, a discapito tuttavia di un incremento degli eventi trombotici. Una estensione di questo studio è in corso in Germania ed in Giappone e fornirà dati aggiuntivi di efficacia e sicurezza.

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