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Sono un infermiere professionale in pensione e da ormai 13 anni frequento il centro trombosi di Careggi a Firenze, facendo volontariato per l’AIPA (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati), di cui sono socio.


Il mio “lavoro“ consiste nell’effettuare il controllo dell’INR (Rapporto Internazionale Normalizzato) a quei pazienti, in terapia anticoagulante con Antivitamina K, che per problemi momentanei come febbre, dimissioni da ricoveri ospedalieri, cadute, non possono recarsi al centro. Quando si presenta uno di questi casi, attraverso un’organizzazione efficiente, vengo avvertito e provvedo al controllo domiciliare utilizzando il coagulometro portatile senza disagio da parte del paziente.
E’ subito evidente quanto sia importante per i pazienti farsi fare il prelievo a casa, senza doversi spostare di persona, inoltre, la mia presenza dà loro un senso di sicurezza, infatti molto spesso mi vengono chiesti consigli o chiarimenti riguardanti la loro patologia, la dieta. Il cibo è un punto importante, infatti, a causa delle troppe e approssimative informazioni su cosa evitare di mangiare e cosa no, si sentono insicuri.
Capita sovente che vengano chieste informazioni anche per altri problemi di salute non strettamente legati al controllo dell’INR. Il prelievo a domicilio è di tipo capillare, non è traumatico, veloce nell’esecuzione e di esito immediato, per cui è immediatamente chiaro se è necessario prendere provvedimenti in caso di un risultato molto fuori range. In questo caso informo il centro, magari eseguendo subito un prelievo venoso da inviare al laboratorio centrale per una verifica. Il responso dell’esame eseguito lo invio via fax o lo porto personalmente al centro trombosi e comunico a voce eventuali problemi del paziente. Tutto questo contribuisce a instaurare un rapporto di fiducia solido tra paziente e centro anche grazie alla collaborazione di tutta l’equipe medico-infermieristica.
I pazienti di cui mi occupo sono distribuiti su un territorio abbastanza vasto, comprende il comune di Firenze ed altri due comuni limitrofi. Raramente vengo chiamato da altre parti.
I pazienti in trattamento con dicumarolici sono molti, ma solo una minima parte di loro accede a questo servizio, non conosco le realtà di altri centri in Italia, ma spero che esista un sevizio simile anche in altri comuni.
Sono in pensione e questa attività mi gratifica e mi dà senso di piacere quando vedo il sollievo dei pazienti. Devo dire che un po’ di disagio ce l’ho anche io considerando che mi devo spostare a destra e sinistra in qualsiasi condizione atmosferica, ma lo faccio con piacere. Fino a che la mia salute mi assisterà continuerò a fare la mia parte dando sicurezza ai pazienti, informando tempestivamente i medici e gratificando me stesso.

Mario Lombardi

Infermiere professionale

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