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Vi racconto brevemente la mia infelice esperienza quando nel 2004 ho iniziato la terapia anticoagulante. Nessun medico, né prima né dopo che sono stata scoagulata, mi ha informata sulla terapia AVK.

Invece mi ha riempito di innumerevoli NO (No alla verdura a foglie larghe, No all’attività fisica – può essere pericolosa – No ai farmaci – possono interferire  - il farmaco deve essere assunto alle 16.00 e non dopo - il farmaco è un salvavita ecc… Pertanto questo anziché essere vissuto come “amico” si è rivelato un incubo.

Fortunatamente sono passata ad un centro prescrittore dove mi hanno informata e poco alla volta mi sono abituata al farmaco. Contemporaneamente vivendo l’attività di volontaria nell’associazione A.I.P.A. e frequentando i vari incontri tra medici e pazienti ho realizzato che il farmaco è un “Amico” da gestire al meglio.

Vi racconto questo perché vorrei che tutti i medici si rendessero conto che l’inizio del trattamento con anticoagulanti orali è un trauma e che i pazienti devono essere ben informati e non allarmati. Spesso la NON conoscenza rende la vita difficile.

Mi piacerebbe sentire come vivete voi questa terapia e cosa vorreste dai centri prescrittori.

Antonia Colombo

Rappresentante A.I.P.A. nel Comitato Consultivo Misto dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna - Policlinico S.Orsola-Malpighi e Rappresentante A.I.P.A. nel Comitato Consultivo Misto Città di Bologna dell'Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna

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