Sembra essere questo il messaggio “pop” che emerge da uno studio coreano presentato all’ESC di Parigi: a godere dei maggiori benefici derivanti dall’attività fisica sarebbero le persone con problemi cardiovascolari, per le quali muoversi ridurrebbe il rischio di morte di una percentuale superiore a quella registrata nelle persone sane.

Un ampio studio per valutare l’incidenza di questi prodotti sulla prevenzione della mortalità e sulla riduzione di malattie cardiovascolare dice di no. Un effetto sicuro, invece, è che ridurre il sale a tavola diminuisce anche la mortalità, almeno tra gli ipertesi.

In questa calda estate oltre a fare il conto alla rovescia per le vacanze è importante tenere sotto controllo la nostra salute cardiovascolare. Le alte temperature, infatti, mettono alla prova il nostro cuore, rendendo necessaria qualche attenzione in più. Ecco sei piccoli accorgimenti da attuare nelle prossime settimane.

L’esperienza di un infermiere domiciliare che utilizza i coagulometri portatili per l’esame dell’INR: “In molti mi chiedono come ottenerlo e si stupiscono della rapidità del test”, racconta l’operatore, che incontra una ventina di pazienti al mese.

Nell’arcipelago circa l‘1% della popolazione è in terapia anticoagulante (soprattutto AVK). Nei policlinici sono usati i point-of-care per la misurazione dell’INR, in modo da poter aggiustare in tempo reale la posologia.

Il nuovo documento prodotto dall’American Society of Hematology non rappresenta uno “standard di cura” ma è uno strumento per aiutare i medici clinici a prendere le migliori decisioni circa aspetti diagnostici e terapeutici alternativi.

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