Il racconto di un’infermiera che ha supportato la sezione fiorentina dell’AIPA durante l’emergenza da coronavirus. Fondamentale non perdere il contatto con i pazienti che devono eseguire prelievi domiciliari.

Pubblichiamo la testimonianza di Davide, un under 30 di Treviso da qualche anno in terapia con un anticoagulante orale diretto. L’anticoagulante non gli ha impedito di riprendere una delle sue grandi passioni, l’arrampicata. Oggi continua a praticarla, con qualche piccola accortezza in più.

Che cosa succede quando un astronauta ha una trombosi in orbita? È successo qualche tempo fa sulla Stazione spaziale internazionale, ma la notizia è stata diffusa da poco grazie a un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Stefano Zummo è un quarantenne in terapia anticoagulante dopo un intervento di sostituzione della valvola aortica. Pur abitando a Livorno, per la gestione della terapia fa riferimento al Centro di Careggi, dove ha sperimentato l’utilizzo del coagulometro portatile. Nella sua zona, invece, deve effettuare periodicamente un prelievo venoso.

Sembra essere questo il messaggio "pop" che emerge da uno studio coreano presentato all'ESC di Parigi: a godere dei maggiori benefici derivanti dall'attività fisica sarebbero le persone con problemi cardiovascolari, per le quali muoversi ridurrebbe il rischio di morte di una percentuale superiore a quella registrata nelle persone sane.

Un ampio studio per valutare l’incidenza di questi prodotti sulla prevenzione della mortalità e sulla riduzione di malattie cardiovascolare dice di no. Un effetto sicuro, invece, è che ridurre il sale a tavola diminuisce anche la mortalità, almeno tra gli ipertesi.

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