Da circa 15 anni lavoro come infermiera presso il Centro di sorveglianza della terapia anticoagulante dell’Ospedale di Careggi a Firenze e nel Centro mi sono sempre interessata dell’educazione sanitaria.

Da una recente indagine condotta dall’agenzia internazionale OpinionHealth, in Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, dove sono stati intervistati 200 pazienti affetti da fibrillazione atriale in ciascun paese, emergono due aspetti importanti: la necessità di maggiore informazione da parte degli specialisti e il sottoutilizzo delle nuove e più sicure terapie disponibili.

Chi ha più di 50 anni e si trova a Verona, da maggio a settembre di quest’anno ha la possibilità di partecipare allo screening gratuito per la fibrillazione atriale, promosso da Federfarma Verona, con la collaborazione dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale per lo Studio e il Trattamento della Malattia Ipertensiva dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e di FIMMG Verona con il coinvolgimento del Pronto Soccorso AOUI.

Prendere molti farmaci o prodotti quali gli integratori può essere dannoso, specie per gli anziani. I pazienti in terapia anticoagulante devono evitare di assumere integratori alimentari o altri farmaci non specificatamente prescritti.

L’ictus rappresenta la prima causa di disabilità nel mondo, responsabile di oltre 6 milioni di decessi ogni anno, 650.000 dei quali in Europa. In Italia si stimano circa 200.000 nuovi casi l’anno, il 60 per cento si ha in persone con un’età superiore ai 65 anni e un 10 per cento sotto i 45 anni.

I pazienti in terapia anticoagulante, soprattutto all’inizio del percorso, hanno bisogno di ricevere indicazioni e risposte alle loro domande.

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