La buona notizia è che quest’anno si prevede che l’influenza sarà di media intensità.

"Saranno 5 milioni le persone colpite da influenza e circa altri 10 quelle con forme parainfluenzali, che in alcuni casi sono già in corso. – Dice Fabrizio Pregliasco, Virologo, Facoltà di medicina, Università degli Studi di Milano - Il momento più critico sarà da Natale in poi quando il freddo diventerà intenso e durerà, probabilmente, parecchi giorni”. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si deve parlare di “vera” influenza quando sono presenti febbre che raggiunge o supera i 39 gradi, dolori muscolari e sintomi respiratori come tosse e mal di gola. I sintomi possono manifestarsi con intensità e modalità diverse in base, ad esempio, all’età del paziente, alle condizioni di salute generali, alla presenza di patologie che interessano l’intero organismo. Di certo c’è che l’aumento brusco della temperatura corporea è una componente quasi obbligata.
”Per le forme virali causate da ben 263 virus, che vanno dai meno minacciosi rinovirus fino ai più aggressivi adenovirus e coronavirus, non devono essere usati antibiotici, ma farmaci da automedicazione sintomatici. - Spiega Pregliasco - Chi è stato colpito dal virus può accusare inoltre una sensazione di malessere generale, una forte debolezza e la classica sensazione di “ossa rotte” legata ai dolori muscolari ed articolari”. Questi fastidi, ed in particolare la febbre, durano mediamente tre giorni. L’assunzione dell’antipiretico porta ad un abbassamento temporaneo della temperatura corporea che si mantiene fino al termine dell’azione del principio attivo per poi riprendere. In genere i disturbi si mantengono per alcuni giorni con rapida ripresa del benessere. – Continua Pregliasco - “Se il paziente non migliora e la febbre rimane alta anche dopo 5 giorni o magari si ripresenta a brevissima distanza di tempo dalla fine dei sintomi, occorre pensare ad una sovrainfezione batterica, che va trattata dal medico con una terapia antibiotica specifica”.
In termini preventivi, la vaccinazione antinfluenzale è uno strumento molto efficace, sia di protezione individuale sia di protezione collettiva: riducendo il numero dei malati si limita la diffusione del virus ad altre persone e la sua circolazione. “E’ consigliata, in particolare, nei pazienti con patologie che necessitano di terapia cronica”. - spiega Pregliasco – “Infatti, evita l’assunzione di farmaci antipiretici, come aspirina e paracetamolo, antidolorifici come diclofenac, ketoprofene e ibuprofene. Questi possono favorire sanguinamenti della mucosa gastrica e avere interazioni con altri farmaci, come nel caso dei pazienti in terapia anticoagulante. Il vaccino deve essere fatto nel braccio e diventa efficace dopo 10 giorni. Per i pazienti anticoagulati sono indicati i vaccini potenziati, come il quadrivalente, in quanto ha un protezione più ampia, oltre ai vaccini ad iniezione transdermica. Questa, in particolare, è efficace e ha una ridotta possibilità di sanguinamento per chi è in terapia anticoagulante”.

Livia Gamondi

Redazione

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