Di seguito riportiamo il commento a due importanti documenti che riguardano la terapia con anticoagulanti diretti e il suo rapporto con i test di laboratorio. Al recente congresso di Anticoagulazione.it è stato presentato un vademecum utile per medici di medicina generale e specialisti. Inoltre, quattro società scientifiche hanno pubblicato un documento di consenso (position paper) proprio su questo rapporto, talvolta sottovalutato.

Che sia in terapia anticoagulante con AVK o NAO, il paziente ha necessità di ricorrere al laboratorio, se non altro in caso di emergenza (pronto soccorso) o intervento chirurgico. I coagulometri portatili sarebbero di aiuto in alcune situazioni specifiche, ma purtroppo nel nostro Paese dispositivi e strisce reattive sono a totale carico dei pazienti.

A Bologna la Dr.ssa Caterina Cenci dell’AOU Careggi di Firenze ha risposto a questa domanda: “Ho 68 anni e prendo il Coumadin. Posso usare integratori e farmaci (specie per le mie vene varicose)?

I pazienti in terapia anticoagulante dovrebbero esercitare una certa prudenza nei confronti degli integratori, poiché potrebbero interferire con i farmaci, siano essi AVK o NAO. Allo stato attuale, infatti, non disponiamo di studi scientifici sufficientemente approfonditi per ogni singola sostanza disponibile sul mercato e per le sue interazioni con le terapia anticoagulanti.

Si tratta di alterazioni della coagulazione del sangue (congenite ed ereditarie, oppure acquisite) che costituiscono un fattore di rischio per patologie trombotiche, più spesso venose.

Un piccolo “tappo di champagne” inserito all’interno del cuore permette di risolvere la fibrillazione atriale non valvolare in pazienti che non possano essere sottoposti a terapia anticoagulante.

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