XII° incontro di educazione e informazione sanitaria
Monopoli, 21 Novembre 2019

L’incontro è stato promosso dalla coordinatrice regionale e presidente delle sezioni A.I.P.A. (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati) pugliesi, Sig. Antonia Pertosa. Le patologie trombotiche, venose e/o arteriose, hanno un’altissima prevalenza nella popolazione generale, con non trascurabile riscontro nei pazienti ospedalizzati ed in quelli gestiti a domicilio. È stimato che i pazienti in terapia con anticoagulanti orali rappresentino almeno il 2% della popolazione generale.

Nel corso dell’incontro, si è discusso delle terapie antitrombotiche con inibitori diretti dei fattori della coagulazione (cosiddetti DOACs) che hanno ormai da qualche anno affiancato quelle tradizionali con anti-vitamina K (Coumadin e Sintrom), ma soprattutto si sono affrontati temi delle complicanze trombotiche ed emorragiche e la gestione della chirurgia maggiore nel paziente anziano che assume oltre all’ anticoagulante tanti altri farmaci.
Si è discusso della necessità di dotare alcune Strutture Ospedaliere di test diagnostici specifici per la misurazione dei livelli residui di farmaci inibitori diretti della coagulazione e della necessità di dotare il maggior numero possibile di Ospedali di medici e sanitari esperti in emostasi e trombosi.
A tal proposito, è stata data lettura di un messaggio inviato dalla dott.ssa A. Caroli del Dipartimento Promozione della Salute della Regione, la quale ha comunicato che nei prossimi giorni la Giunta regionale approverà la deliberazione istitutiva della rete di centri sorveglianza e centri emostasi e trombosi.
Si tratta di una rete innovativa, nel senso che per la prima volta in Puglia e, forse in Italia, verranno formalmente individuati i centri deputati alla cura dei pazienti in terapia anticoagulante.
Il lavoro del tavolo tecnico, composto anche dall’Associazione Pazienti rappresentata dalla sig.ra Pertosa, si occuperà, successivamente, della stesura del relativo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA).”

È, infine, intervenuto l’avv. Nicola Merlin, presidente nazionale di FEDERAIPA, il quale ha ricordato i punti del decalogo del paziente anticoagulato ed ha ulteriormente sottolineato quanto sia auspicabile disporre di una rete di Centri nazionale.
Negli ultimi anni, con la chiusura di tanti ospedali e la ridotta disponibilità delle risorse da allocare alla salute dei cittadini, infatti, si sta assistendo alla chiusura anche di tali centri abilitati alla cura dei pazienti anticoagulati, che necessitano di équipe multi-disciplinari presso ospedali o altre strutture sanitarie pubbliche (o private accreditate), in grado di garantire una presa in carico integrata e globale della condizione.

Il riconoscimento e l’organizzazione di una rete dedicata alla presa in carico di pazienti con patologie trombotiche o emorragiche o di pazienti “fragili” - anche temporaneamente - perché esposti al possibile sviluppo di tali complicanze (es. neoplastici, anziani con co-morbidità, donne con gravidanze a rischio, solo per fare alcuni esempi) migliorerebbe la qualità dell’assistenza e l’appropriatezza delle cure, con beneficio per la salute della popolazione e in ultima analisi migliore allocazione delle risorse.

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