L’avvento degli inibitori diretti della coagulazione – NAO – che affiancano gli “storici” farmaci anti-vitamina K, ha di fatto modificato il panorama delle terapie disponibili e creato l’esigenza dell’acquisizione di nuove competenze da parte degli operatori dei Centri Trombosi.

Siamo in una delicata fase di transizione che richiede da parte degli operatori un importante e costante sforzo teso all’aggiornamento continuo relativo a tante novità, che vengono di volta in volta rese note attraverso i cosiddetti “studi nel mondo reale” che fanno seguito a quelli cosiddetti “registrativi”. Questo processo di adattamento al nuovo panorama può richiedere tempi più o meno lunghi che non sono, purtroppo, sempre compatibili con le necessità organizzative di singole Istituzioni (Ospedali più o meno grandi, Enti di ricerca, Aziende universitarie), e purtroppo queste ultime necessità organizzative non sempre corrispondono alla richiesta di salute che giustamente viene espressa dalle associazioni dei pazienti.

La Federazione dei Centri per la Sorveglianza delle Terapie Antitrombotiche sta cercando di organizzare in modo capillare le attività de Centri anche attraverso l’istituzione del Rappresentante Regionale (RR) e le sezioni regionali, che a breve verranno identificati per ciascuna regione o macro-area (identificata dall’aggregazione di più regioni con un minor numero di Centri).

L’obiettivo è favorire l’attività periferica dei Centri Emostasi e Trombosi aderenti ad FCSA, viste le diversità organizzative clinico assistenziali esistenti nelle varie realtà regionali con lo scopo di cercare di uniformare la gestione globale dei trattamenti antitrombotici e qualificarli come punto di riferimento territoriale nella gestione della diagnosi e trattamento delle malattie tromboemboliche ma anche stimolare la crescita culturale nell’ambito dell’emostasi e della trombosi.
Il ruolo dei RR è tra gli altri:

  1. istituire strette collaborazioni mediante rapporti formalizzati e costruttivi con le diverse realtà sanitarie territoriali, in particolare con la medicina del territorio, per migliorare l’assistenza dei pazienti che necessitano di diagnosi e trattamento delle malattie tromboemboliche (sia con antivitamina K ma anche con NAO);
  2. ottenere un riconoscimento istituzionale del fondamentale ruolo del Centri federati nella diagnosi delle malattie tromboemboliche e loro trattamento, perseguendo con fermezza e perseveranza l’applicazione di quanto già stabilito per legge (delibera Commissione Stato Regioni) e che ancora non è stato applicato.

Questi ambiziosi traguardi potranno essere raggiunti mediante la collaborazione reciproca anche con coloro che si occupano quotidianamente della salute dei cittadini: i Medici di Medicina Generale, che hanno dimostrato di voler operare in questa direzione e con la cui società scientifica (SIMG) è stata aperta una strada di fattiva cooperazione su tutto il territorio nazionale e in particolare potrà essere attuata in pratica a livello regionale attraverso una la collaborazione stretta e reciproca delle loro sezioni regionali.
In questo modo potrà fattivamente essere riconosciuto a livello istituzionale il ruolo indispensabile dei Centri.


Elvira Grandone, Dipartimento di diagnostica di laboratorio e transfusionale, IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza - San Giovanni Rotondo- FG
Cesare Manotti, Centro Trombosi Azienda Unità Sanitaria Locale - Parma

Cesare Manotti

Centro Trombosi Azienda Unità Sanitaria Locale - Parma

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