Una nostra lettrice ci segnala il suo faticoso percorso per ottenere informazioni utili per il rinnovo del piano, tra specialisti non autorizzati e medici di base che non conoscono a fondo l’iter necessario e che non riescono a indirizzare i pazienti nei Centri dedicati.

GP abita a Bari ed è in terapia anticoagulante orale con uno dei nuovi NAO da tre anni. Qualche settimana fa, prima della scadenza del piano terapeutico annuale, si reca dal cardiologo della sua ASL con tutti gli esami necessari, ma viene respinto.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Maurizio, in terapia anticoagulante da un anno e mezzo, con una valvola aortica meccanica.

L’avvento degli inibitori diretti della coagulazione – NAO – che affiancano gli “storici” farmaci anti-vitamina K, ha di fatto modificato il panorama delle terapie disponibili e creato l’esigenza dell’acquisizione di nuove competenze da parte degli operatori dei Centri Trombosi.

“Serve un test immediato di laboratorio che ci faccia comprendere qual è il livello di rischio di un paziente che deve per esempio sottoporsi a un intervento chirurgico e servono direttori di strutture che conoscano anche l’emostasi. A livello pugliese questo manca”.

Il Centro TAO di Ponte a Niccheri (Firenze) ha chiuso i battenti qualche giorno fa e sono a rischio anche quelli di Torregalli e di Borgo San Lorenzo, sempre a Firenze. La motivazione? Manca il personale.

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