Oltre 250 i partecipanti, alla seconda edizione del Convegno Anticoagulazione.it. Tra questi erano presenti medici e rappresentanti di associazioni pazienti e delle istituzioni.
Proprio grazie a questa eterogeneità di figure gli argomenti affrontati sono stati numerosi: dalla presentazione di novità terapeutiche, alla discussione di studi scientifici e di casi clinici complessi si è dato vita a un partecipato dibattito tra i medici di diverse specialità.

Sono circa un milione gli italiani in trattamento con gli antivitamina K (AVK), ai quali va aggiunto il numero crescente di quanti ricevono uno dei nuovi anticoagulanti orali (NAO). Ciò richiede il coinvolgimento nella pratica clinica di diverse figure specialistiche per rispondere ai bisogni dei pazienti.

In questo quadro l’esperto di emostasi e trombosi ha un ruolo cruciale. La figura, ancora teorica, è promossa dal Dott. Marco Moia, Presidente FCSA, federazione che riunisce centri trombosi e laboratori di diagnostica, dai cardiologi da altri specialisti e dall’Avv. Nicola Merlin, presidente di FederAIPA (federazione che riunisce le associazioni dei pazienti).
La federazione delle associazioni dei pazienti anticoagulati in Italia e Fondazione Arianna hanno stilato il decalogo dei diritti dei pazienti e promosso la campagna per la raccolta di 10.000 firme da presentare in Parlamento. Lo scopo è l’elaborazione di un progetto di legge volto a migliorare e garantire i trattamenti e un’adeguata sorveglianza della terapia per i pazienti. Questo è possibile con la formazione dei medici, la ricerca, una corretta informazione per i cittadini e proposte di collaborazione con le istituzioni e le aziende per una sanità a misura del cittadino. Alla stesura del decalogo hanno partecipato le associazioni dei pazienti e dei medici e ciò ha consentito di condividere gli obiettivi comuni per una terapia e qualità di vita migliori.



I NAO nella maggior parte dei casi vengono prescritti dai cardiologi, ma rimane aperta la questione del follow-up, cioè chi deve seguire i pazienti nel percorso terapeutico e gestire gli eventuali problemi che possono insorgere (in relazione e non con la terapia anticoagulante), come una malattia epatica o renale cronica. Questa è una questione importante che inciderà sulla necessità di formazione dei medici di medicina generale e di altre figure professionali.


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RINGRAZIAMENTI
Fondazione Arianna Anticoagulazione desidera ringraziare i sostenitori del convegno per i loro contributo non condizionante: AIPA-Bologna, Alfa Wassermann, Aspen Italia, Bayer, Bristol Myers Squibb, Pfizer, Daiichi-Sankyo, Dasit, Roche, Sanofi, Stago, Werfen.

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