Un team di esperti ha elaborato un decalogo per cercare di trattare meglio e prevenire ictus e infarti nella popolazione femminile, da sempre poco rappresentata negli studi scientifici.

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nelle donne: nel 2019 sono state responsabili del 35% dei decessi della popolazione femminile.
Nonostante negli anni sia aumentata la consapevolezza sull’impatto di queste patologie, le malattie cardiovascolari nelle donne restano poco studiate e, di conseguenza, poco riconosciute, sotto diagnosticate e sotto trattate.
La rivista Lancet ha recentemente pubblicato il primo rapporto sulle malattie cardiovascolari al femminile, che contiene anche un decalogo su cosa non funziona.

Gli esperti di 11 Paesi si sono confrontati su come poter prevenire e curare meglio queste patologie nelle donne, con l’obiettivo di ridurre il carico di malattia del 30% entro il 2030. Nel 2015, infatti, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha identificato le malattie cardiovascolari come un obiettivo specifico su cui lavorare per ridurre di un terzo entro il 2030 la mortalità prematura da malattie non trasmissibili. Secondo gli esperti, migliorare la presa in carico della popolazione femminile potrebbe contribuire al raggiungimento dell’obiettivo.

La fotografia del 2019

Nel 2019 la principale causa di morte nel mondo è stata la cardiopatia ischemica, responsabile del 47% delle morti per cause cardiovascolari, seguita dall’ictus (36%). Tra i Paesi più colpiti, quelli del Nord Africa e del Medio Oriente. Appartiene all’Asia invece il primato per la prevalenza di malattie cardiovascolari nelle donne: sebbene la percentuale a livello globale sia diminuita negli ultimi 30 anni, nazioni come la Cina, l’Indonesia e l’India sono state in netta controtendenza.
Tra i principali fattori di rischio individuati, il sovrappeso, l’obesità, l’ipertensione e alti livelli di colesterolo Ldl. A questi si aggiungono quelli legati al sesso: la menopausa precoce, il parto prematuro o l’aborto spontaneo dovrebbero essere eventi analizzati con attenzione, mentre sono ormai superate le evidenze che individuavano negli ormoni femminili un fattore protettivo per le malattie cardiovascolari. Da considerare infine gli aspetti psicologici come ansia e depressione, che possono incidere negativamente sulla salute del sistema cardiovascolare delle donne.







Bibliografia

  • Vogel B, Acevedo M, Appelman Y, Bairey Merz CN, Chieffo A, Figtree GA, Guerrero M, Kunadian V, Lam CSP, Maas AHEM, Mihailidou AS, Olszanecka A, Poole JE, Saldarriaga C, Saw J, Zühlke L, Mehran R. The Lancet women and cardiovascular disease Commission: reducing the global burden by 2030. Lancet. 2021 Jun 19;397(10292):2385-2438. doi: 10.1016/S0140-6736(21)00684-X. Epub 2021 May 16. PMID: 34010613.

 

Redazione

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