La Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi e la Società Italiana di Genetica Umana hanno emanato alcune linee guida che sottolineano la non opportunità di ricorrere a questi esami come screening prima della vaccinazione anti SARS-CoV-2.

La segnalazione di eventi trombotici molto rari correlati al vaccino AstraZeneca (Vaxzevria) ha comprensibilmente spaventato i cittadini e comportato un notevole incremento di richiesta di visite e test di trombofilia (in particolare la ricerca dei polimorfismi del Fattore II e del fattore V Leiden e dell’enzima MTHFR, il dosaggio delle proteine C ed S e del D-dimero).

Recentemente la Società Italiana per lo Studio dell’Emostasi e della Trombosi (SISET) e la Società Italiana di Genetica Umana (SIGU) sono intervenute in modo congiunto per diffondere corrette informazioni, sulla base di evidenze scientifiche, ai curanti, ai medici vaccinatori e agli assistiti in seguito al notevole incremento di richieste di test genetici (e non solo) di trombofilia e visite specialistiche nei soggetti che si sottopongono a vaccinazione anti SARS-CoV-2. Pur comprendendo le preoccupazioni che le segnalazioni degli eventi avversi, in particolare le trombosi in sede inusuali correlate al vaccino AstraZeneca, possono aver suscitato soprattutto nei soggetti con pregressi eventi trombotici o con familiarità per trombosi, si raccomanda ai medici di medicina generale e agli specialisti di fornire ai propri assistititi informazioni basate sulle evidenze scientifiche, favorendo in tal modo anche la campagna vaccinale.

In particolare, le società scientifiche ribadiscono che non sussistono controindicazioni specifiche alla somministrazione del vaccino AstraZeneca (o degli altri vaccini disponibili) in soggetti portatori di trombofilia o affetti da pregressa trombosi o nelle donne che assumono contraccettivi.
Non è inoltre indicata l’esecuzione di alcun test di laboratorio, inclusi i test genetici, in assenza di un’appropriata indicazione clinica, prima della vaccinazione.

Infatti, in considerazione della natura immunomediata dei rari eventi di trombosi conseguenti alla somministrazione di vaccini a vettore virale (Vaxzevria o Janssen), l’eventuale presenza di alterazioni trombofiliche non è predittiva di un rischio di trombosi conseguente al vaccino e, anzi, può essere controproducente nel generare ansie ingiustificate, terapie inappropriate e ritardi nella vaccinazione stessa. La negatività dei test potrebbe addirittura creare la falsa sicurezza di essere “al riparo” da eventuali effetti collaterali. Ovviamente si raccomanda di segnalare e valutare attentamente sintomi sospetti di tromboembolismo in modo da attuare prontamente appropriati approfondimenti diagnostici.

Secondo le linee guida nazionali e internazionali la ricerca dei polimorfismi del fattore V (Leiden) e del fattore II (G20210A) non devono essere richiesti come screening in tutti i pazienti con trombosi venosa, in soggetti sani o in donne in gravidanza o prima di iniziare il trattamento estroprogestinico in assenza di condizioni anamnestiche specifiche. Infatti, il riscontro di questi polimorfismi, oltretutto piuttosto comuni nella popolazione generale, al di fuori di specifiche condizioni cliniche potrebbe generare immotivati stati d’ansia ed il rischio di essere sottoposti a terapie preventive non appropriate e rischiose. La SIGU ha anche raccomandato di non eseguire la ricerca delle mutazioni del gene dell’enzima MTHFR in quanto è stato ampiamente dimostrato in letteratura che non esiste alcun valore predittivo tra questo test e le trombosi sia venose che arteriose, con il rischio invece che il paziente si consideri ad alto rischio di trombosi o portatore di una malattia genetica rara.

In conclusione, SISET e SIGU raccomandano di non richiedere test di trombofilia come screening prima della vaccinazione anti SARS-CoV-2 (indipendentemente dal tipo di vaccino utilizzato) e di non considerare la presenza di difetti trombofilici, precedentemente riscontrati come condizioni che controindicano la vaccinazione in generale o con uno specifico vaccino in particolare.
Si fa inoltre presente come la richiesta di esami di laboratorio o visite specialistiche da eseguire prima della vaccinazione, oltre ad essere inappropriata, determinerebbe il ritardo alla vaccinazione stessa aumentando il rischio di infezione.



Bibliografia


Sophie Testa

Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio - Centro Emostasi e Trombosi. A.O. Istituti Ospitalieri di Cremona

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