L’anticoagulante è stato studiato nel mondo reale, sia a livello globale, sia su scala europea, dimostrando una bassa incidenza di sanguinamento e recidive di TEV a 12 mesi.

Durante il congresso della Società Internazionale di Trombosi e Emostasi (ISTH) che quest’anno si è tenuto in modalità virtuale dal 12 al 14 luglio, Daiichi Sankyo ha presentato 5 abstract relativi a dati in real word che dimostrano la bassa incidenza di sanguinamento e recidive di tromboembolismo venoso (TEV) in 12 mesi di trattamento con edoxaban.

Cinque studi realizzati a partire dai dati dei registri ETNA-VTE hanno coinvolto 4.595 pazienti (età media 64 anni) con tromboembolismo venoso, una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale. Un primo lavoro ha mostrato che a livello globale a 12 mesi l’incidenza di sanguinamento maggiore era bassa in tutte le fasce di età, le recidive di TEV diminuivano con l'aumentare dell'età e la mortalità per tutte le cause, come atteso, aumentava con l'età. Tuttavia, la maggior parte delle mortalità non era correlata al sistema cardiovascolare.
Una sottoanalisi europea ha poi mostrato bassa incidenza di sanguinamento maggiore e di recidive di TEV sia in pazienti con embolia polmonare (EP), con o senza trombosi venosa profonda (TVP), sia in pazienti con sola TVP.
Da notare che i pazienti con EP, con o senza TVP, presentavano una tendenza ad un rischio più elevato di mortalità e ad eventi emorragici rispetto a quelli con la sola TVP, ma presentavano anche caratteristiche di rischio di base più elevate.

Questi risultati dal mondo reale forniscono ulteriori prove della sicurezza e dell'efficacia di edoxaban in specifiche popolazioni di pazienti affette da TEV considerate ad alto rischio o con comorbilità. Questo vale in modo particolare per gli anziani, che sono maggiormente a rischio a causa dell'elevata prevalenza di comorbidità predisponenti e malattie acute. ETNA-VTE fa parte del programma globale ETNA, che è il più grande e completo archivio di dati di pratica clinica di routine sull'uso, l'efficacia e la sicurezza di un singolo anticoagulante orale diretto  in pazienti con fibrillazione atriale o tromboembolismo venoso.

Ogni anno in Europa oltre 1,5 milioni di persone sono colpiti da un evento di TEV, con il rischio di insorgenza che aumenta esponenzialmente con l'età (raddoppiando ogni 10 anni dopo i 50 anni), rendendo le persone anziane i soggetti più vulnerabili. Un precedente episodio di TEV è il fattore di rischio più significativo di una recidiva.

Redazione

Anticoagulazione.it

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