Al Congresso Europeo di Cardiologia di Parigi sono state presentate le raccomandazioni per patologie come diabete e malattie cardiovascolari, sindromi coronariche croniche, dislipidemie, embolia polmonare acuta e tachicardia sopraventricolare. Gli esperti hanno insistito molto sull’importanza dello stile di vita nella prevenzione di queste condizioni.

Carrellata di linee guida al Congresso Europeo di Cardiologia di Parigi (ESC), dove sono state presentate quelle sulla gestione (e prevenzione) delle malattie cardiovascolari in persone diabetiche o pre-diabetiche, quelle sulla sindrome coronarica cronica, quelle sulle dislipidemie, quelle sull’embolia polmonare acuta e quelle sulla tachicardia sopraventricolare.
In quattro casi su cinque si tratta di aggiornamenti di indicazioni precedenti, mentre per la prima volta la Società Europea di Cardiologia prende posizione sulle sindromi coronariche croniche, conosciute finora come malattia coronarica stabile. Ad accomunare tutte le prescrizioni c’è uno stile di vita sano, composto da una dieta equilibrata e dal regolare esercizio fisico, considerati dagli esperti alla stregua dei farmaci per la prevenzione delle diverse patologie.


Diabete, pre-diabete e malattie cardiovascolari

Bandito l’alcol, focus su stile di vita, in particolare l’attività fisica. Abbandonato il concetto di prevenzione primaria e secondaria: si è preferito stratificare il rischio di malattie cardiovascolari nei pazienti diabetici in molto alto, alto e medio, in base alla malattia e alle comorbidità.
Per quanto riguarda i farmaci, hanno un ruolo centrale nel trattamento dei pazienti ad alto rischio gli antagonisti del recettore GLP-1 e gli inibitori del SGLT2. La terapia anticoagulante andrebbe considerata, in associazione con l’acido acetilsalicilico, per la prevenzione dei trombi in questa popolazione di pazienti.
Da tenere sotto rigido controllo il cosiddetto colesterolo “cattivo”, l’LDL: se non bastano le statine, gli esperti raccomandano l’uso degli inibitori del PCSK9 nei pazienti a alto rischio. Da non dimenticare infine il controllo della pressione arteriosa e della glicemia, con un valore di emoglobina glicata raccomandato inferiore al 7%.

 
Sindromi coronariche croniche

Il documento segue le indicazioni del 2013 sulla cosiddetta malattia coronarica stabile, che cambia aggettivo a indicare la progressività della condizione. La novità delle linee guida 2019 è la terapia combinata di un antitrombotico (rivaroxaban ha fornito ottimi risultati) con l’acido acetilsalicilico nei pazienti a basso rischio di sanguinamento e alto rischio di eventi ischemici.
Anche in questo caso, gli esperti insistono sullo stile di vita come fattore preventivo chiave.


Dislipidemie

Lotta senza quartiere all’LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”. Le società europee di Cardiologia e di Aterosclerosi (ESCE e EAS) seguono il trend americano e emettono linee guida molto restrittive per le dislipidemie. Lo slogan che ispira il documento è “più basso è meglio è”, tanto che per i soggetti a alto e altissimo rischio cardiovascolare non è stata stabilita una soglia minima. L’indicazione è di abbassare l’LDL portandolo rispettivamente al di sotto dei 55 mg/dl e dei 40 mg/dl e contemporaneamente dimezzare i valori di LDL esistenti (nelle precedenti linee guida queste opzioni erano alternative, adesso sono entrambe raccomandate). Nei pazienti a rischio moderato il colesterolo va tenuto sotto la soglia dei 100 mg/dl, mentre in quelli a basso rischio si può arrivare a un massimo di 116 mg/dl.
L’altro elemento di novità – ha commentato Alberico Catapano, ordinario di Farmacologia all’Università Statale di Milano – è che viene fortemente consigliata l’associazione tra farmaci per riuscire a raggiungere gli obiettivi più ambiziosi che questo documento pone”. Quindi dove necessario statine ad alti dosaggi in associazione a inibitori di PCSK9 e ezetimibe". 

Guarda l'intervista completa al Prof Catapano:

 
Embolia polmonare acuta

Gli anticoagulanti diretti diventano la prima scelta per il trattamento della patologia, sostituendo il warfarin come gold standard.
Sì al trattamento prolungato, non solo nella fase acuta: rivaroxaban e apixaban hanno dimostrato di poter essere utilizzati in modo efficace in prevenzione e con un alto profilo di sicurezza per quanto riguarda i sanguinamenti.

 
Tachicardia sopraventricolare

Le nuove linee guida sostituiscono quelle del 2003: a distanza di oltre tre lustri gli esperti dispongono di un maggior numero di dati sui diversi trattamenti, farmacologici ma non solo. Con l’eccezione dei beta-bloccanti e dei bloccanti dei canali del calcio, non viene più raccomandata una terapia farmacologica a lungo termine
Tra le novità, sottolineata la centralità dell’ablazione trancatetere per questa popolazione di pazienti, definita “rivoluzionaria”, con tassi di successo che arrivano al 97%.

Michela Perrone

Redazione anticoagulazione.it

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