Incentivare il dialogo tra professionisti e migliorare la gestione dei pazienti anticoagulati sono gli obiettivi del documento presentato al Convegno di Bologna di anticoagulazione.it. La sfida, adesso, è trasformarlo in uno strumento che possa raggiungere il maggior numero di medici possibile.

Far dialogare di più clinici e specialisti di laboratorio spesso è tra i desideri di entrambe le categorie. Nella pratica questo risulta però difficile, soprattutto in situazioni d’emergenza, dove la velocità è indispensabile e non sempre garantita nelle realtà più piccole.

Il Convegno di anticoagulazione.it che si è tenuto a Bologna a Febbraio ha dedicato una sessione proprio all’uso del laboratorio. Tra le novità, la presentazione di un vademecum di istruzioni, un documento snello rivolto soprattutto ai medici poco esperti di terapia anticoagulante “per orientarli in questo mondo che può essere abbastanza complicato”, come ha sottolineato Cristina Legnani di Fondazione Arianna Anticoagulazione, che si è occupata in prima persona della stesura del vademecum.
Le terapie anticoagulanti in tasca”, questo il titolo del documento, riporta i test di monitoraggio o controllo laboratoriale delle diverse terapie anticogulanti e le alterazioni che possono essere indotte da queste ultime.

Il documento è pronto, stiamo cercando di capire quale sia il modo migliore per raggiungere il nostro target – ha continuato Legnani – L’idea iniziale era di farne un volumetto da tenere nella tasca del camice, ma non escludiamo possa diventare anche una App per smartphone”.




“Sono davvero entusiasta di questo documento, che dà la possibilità a chi come me si occupa anche di terapia anticoagulante di saperne di più e di poter implementare la collaborazione con i colleghi che si occupano degli aspetti più laboratoristici – ha commentato Elisa Rossi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico Gemelli di Roma – È fondamentale che ci sia una formazione specifica del clinico e la possibilità di interfacciarsi con il laboratorio per poter gestire al meglio terapie, problemi e interventi urgenti”.




Approvazione incassata anche dalle società scientifiche presenti in sala, in particolare SIBIOC (la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica) E SIPMEL (Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio).
“Sarebbe importante che il documento arrivasse anche all’interno dei laboratori, dove non sempre tutti hanno conoscenze così approfondite”, ha notato Benedetto Morelli, coordinatore del gruppo di studio SIBIOC sull’emostasi.
Auspicio condiviso anche da Agostino Steffan, coordinatore del gruppo di studio SIPMEL sulla coagulazione: “Ampliare la platea di chi riceve il vademecum significa creare una collaborazione da cui nascono richieste appropriate, al momento giusto e con risposte adeguate”.



Michela Perrone

Redazione anticoagulazione.it

Hai una domanda da porre all'autore dell'articolo?

clicca questo box (la tua domanda sarà letta e risposta privatamente dall'autore senza essere pubblicata sul sito)

Vuoi pubblicare un commento in questa pagina?

il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione del CdR





Codice di sicurezza
Aggiorna

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Link alla Normativa